STEP 1 – soldi, money, pìccioli

Posted on 24/09/2010

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Per comprendere l’essenza di un sistema sociale bisogna prima di tutto capire da dove trae le risorse che lo tengono in vita. Non è che tutte le risorse siano necessariamente traducibili in soldi, ma per i sistemi sociali del tipo che ci interessa (l’Italia o suoi sotto-sistemi tipo Milano) le risorse che contano – oggi – sono economiche. Perchè anche tutto quello che non è economico, in questi sistemi, lo compri coi soldi oppure lo traduci prima o poi in soldi: se hai centinaia di relazioni,  non contano nulla se non ti procurano un lavoro migliore, commesse per la tua azienda, info essenziali etc. Non dico che sia giusto, dico solo che gran parte delle persone fa così. E il sistema, nel suo insieme, ragiona così. [esempi…]

L’indicatore di quanti soldi girano in Italia è il PIL. Il PIL è prodotto in gran parte da milioni di soggetti privati che svolgono attività economiche, ma quel che conta è che alla fine – qualunque sia stata la sua origine – il 50% del PIL finisce nelle mani di un soggetto solo: lo Stato, che se lo prende con le tasse. Attenzione, però: lo Stato non controlla solo il 50% che incamera, ma ha potere anche sul restante 50% che in teoria resta in mano ai privati, perchè attraverso le leggi, lo Stato decide come i cittadini possono muoversi per accumulare a loro volta le risorse che desiderano. Decide come far cercare un lavoro e come far assumere, decide quanti negozi possono aprire in una zona e con quali regole, decide quante tasse pagheranno i singoli attori e così via.

In Italia, quindi, le risorse sono controllate essenzialmente dallo Stato, che se ne prende il 50% con le tasse e regola il restante 50% con le leggi. Quindi per capire il sistema, bisogna capire come funziona lo Stato, a partire dalla domanda fondamentale: una volta presi i soldi, lo Stato cosa se ne fa? E’ lo step 2 di i4d. [prosegui…]

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Posted in: lo schema logico