STEP 3 – I CERCHI DELLE CONNIVENZE

Posted on 11/10/2010

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La decisione formale consegue da quella vera: tuttavia, per poter ottenere che un certo organo istituzionale (il Parlamento, ad esempio) faccia quanto deciso a Villa Certosa tra un festino e l’altro, nella riunione della Loggia P101 o a casa della Moratti davanti a una crostata alle fragole etc. bisogna che molti individui si adeguino e si comportino in una certa maniera. La contrattazione ha due livelli anche qui: uno apparente che discute di emendamenti, di formulazioni di frasi, di modifica di concetti etc ed uno reale, che parla di incarichi, poltrone, prebende da ottenere in cambio dell’agognato voto. Più è complicato l’iter, più sono gli organi coinvolti e maggiore sarà il costo della decisione. Per non dovere discutere ogni cosa ad ogni livello, i componenti del nocciolo piazzano intorno a sé – nei posti dove le loro decisioni dovranno essere trasformate in atti formalmente validi – delle persone fidate, che debbano tutto a loro e che dicano “sì” il più velocemente possibile. E’ come se creassero nelle istituzioni dei “cerchi” di vassalli cui affidarsi. Persone conniventi che ignorano o trascurano i loro compiti istituzionali per eseguire quanto gli viene richiesto dal nocciolo (e per drenare più risorse possibile tra quelle loro affidate). Li chiameremo “cerchi delle connivenze”. Intorno al nocciolo, che gestisce le decisioni politiche primarie (che determinano l’utilizzo del 50% del PIL) c’è quindi il 1° cerchio delle connivenze (CDC), che è costituito da tutti coloro che i 200 “operativi” del nocciolo hanno direttamente piazzato nei rispettivi posti. Quindi la composizione del cerchio dipende da quella del nocciolo. Trovate entrambe le cose qui (STEP 2 – il nocciolo).

A questo punto possiamo disegnare il modello generale: dove c’è un grumo di risorse c’è anche un grumo di decisori, che si circonda di uno o più cerchi di conniventi attraverso i quali realizzare gli atti formali necessari per l’attuazione delle decisioni. Poiché le decisioni statali sulle risorse sono “a cascata” (dalle destinazioni del PIL discendono i capitoli di spesa, dai capitoli di spesa discendono tutte le altre decisioni settoriali etc.) il sistema, quindi, è a sua volta una “cascata” di grumi, noccioli e cerchi via via più piccoli man mano che si scende di livello e le risorse in gioco diminuiscono.

Forse con degli esempi si capisce meglio. Vedi anche qui e qui.

C’è solo un’ultima domanda cui rispondere: come fanno i decisori, cioè i noccioli, a piazzarsi nei posti chiave dove possono prendere le decisioni sulle risorse? E come fanno a rimanerci? Questo è lo STEP 4. [prosegui…]

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