Saviano vs. Maroni CHIAVE DI LETTURA

Posted on 20/11/2010

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“La LEGA al nord dialoga con la ‘ndrangheta” dice Saviano.

“Abbiamo arrestato il boss dei casalesi, questa è l’antimafia dei fatti” risponde Maroni.

Questo, in sintesi, il dibattito della settimana appena passata. Sembra un botta e risposta, ma la risposta non risponde un bel niente, perchè parla di altro: infatti tutti gli esperti di mafia e dintorni concordano che i livelli del fenomeno siano due:

  1. la mafia militare, fatta dai picciotti che sparano, estorcono, riciclano, spacciano etc.
  2. la mafia dei colletti bianchi, che sta dentro il potere politico, anzi E’ parte del potere politico.

Tutti concordano anche su quale delle due mafie sia quella che comanda, quindi quella più pericolosa e da sgominare per prima. Scarpinato (che conosce il fenomeno come le sue tasche), nel suo libro “Il ritorno del principe” cita numerosi esempi di quanto il livello 2 sia – anche per il più potente mafioso di livello 1 – intoccabile ed inattaccabile. Il mafioso sa per esperienza – dice il PM – che il politico non si tocca.

BENE: adesso possiamo rileggere il botta e risposta con occhio lucido. Saviano parla del livello 2, Maroni risponde dicendo che hanno messo in galera un – importante – mafioso del livello 1.

Del resto, questa è esattamente la strategia (mediatica e non) del potere attuale nella sua (apparente) lotta alla mafia: concentrarsi sulla mafia militare, arrestare un certo numero di picciotti ogni tanto e su questi accendere i riflettori. E intanto il livello 2 opera tranquillo. E i picciotti non si incazzano? Certo che si incazzano, ma due ordini di motivi li tengono a bada:

  • se la mafia politica sta bene, fa lavorare tranquilla anche la mafia di livello 1: e questo è sicuramente un periodo in cui gli affari vanno bene, anzi molto bene, per tutti. Anche per quelli del livello 1, che si arricchiscono in pace e tengono buoni i compagni carcerati e le loro famiglie con laute elargizioni;
  • “i mafiosi o si ammazzano o si vendono” dicono i picciotti; gli arresti sono uno dei due modi in cui i mafiosi di livello 1 regolano i propri conti e fanno le loro lotte; se arresti il numero uno, vuol dire che adesso il numero due comanda un pò di più; se arresti Riina, da lì in poi comanda Provenzano e Provenzano – guarda caso – non si arresta (non subito). Arrestare un capo mafia dà un colpo al sistema esistente, ma magari favorisce chi quel capomafia voleva scalzare. Insomma, come dicevano quelli che ci hanno rimesso la pelle, l’arresto di un capomafia è parte del gioco, ciò che il gioco potrebbe fermare è l’arresto del livello “politico”.

Ecco perchè la risposta di Maroni è una non-risposta, e la lotta dello Stato alle mafie è una non-lotta. Destinata a non-finire

Ed ecco qualche esempio di “antimafia dei fatti“, come dicono i ministri

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