5/2/2011 – Palasharp – VISTO DA FUORI

Posted on 05/02/2011

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Ero al Palasharp, oggi, alla manifestazione di Libertà e Giustizia. Ero fuori, perchè dentro non c’era più posto; mi sono seduto sul prato ed ho ascoltato le voci, quelle che venivano da dentro e quelle della gente seduta intorno a me. Le riporto come le ho scritte mentre le sentivo… credo che rendano l’idea.

Zagrebelski: noi non siamo sul mercato (bella) e poi: non siamo contro i partiti (parla per te).

Parole alte dette come spiegare una ricetta della torta della nonna… eppure non riesce a parlare perchè la gente si incazza lo stesso e urla contro B. “cosa devo fare?” Dice lui. Incàzzati, penso io, non vedi che siamo qui come molle pronte a scattare? Ma lui niente…fa battute sulla sessualità di B con la voce piatta di un monsignore. La prostituzione è ad Arcore e nel paese… sia nel piccolo che nel grande la gente si vende per ottenere favori. Bene: bel concetto se espresso in due minuti, detto in mezz’ora fa un altro effetto ed i ventenni a fianco a me chiacchierano tra di loro. Finisce di parlare e manco se ne accorgono.

Ginsborg al telefono: non lo ascoltano… lui parla di rapporto tra pubblico e privato. Si incazza un pò sulla scuola pubblica e parte un applauso.

I ventenni limonano e progettano di aprire un kebab al bonola.

Scalfaro si sente poco, ma dice cose importanti con la voce di un vecchio flebile. Grazie presidente, se fosse stato ancora al Colle lei l’avrebbe già fatto dimettere a calci in culo.

È arrivato Saviano e i ventenni ascoltano, finalmente: si mettono l’auricolare per ascoltare meglio, alla radio. Da dentro per due minuti solo applausi. E allora sono due sessantenni con basco ed aria da vecchi topi di sezione a mettersi a chiacchierare.

Metà paese vota per scambio (ha letto i4d, allora :-)) ma il prezzo è sceso: la DC dava un lavoro in cambio del voto oggi bastano 50 euro perchè nessuno dà prospettive. Se capisci che il tuo voto vale, non lo vendi. I due sessantenni parlano animatamente della loro visione politica, evidentemente  Saviano non ha niente da insegnargli: loro sanno già tutto e voteranno quello che Bersani &c. gli diranno di votare. Cita Gobetti: la rivoluzione è parlare agli altri. Che senso ha avere le mani pulite se si tengono in tasca? Non siamo una minoranza per bene assediata dai criminali ma un paese per bene assediato da una minoranza di criminali. Strano, ma questa volta non mi convince. Qui dobbiamo fare la guerra, penso, c’è metà paese che vive a spese dell’altra metà ed è ora di cominciare a dirlo apertamente e ad agire di conseguenza.

Manca un progetto per parlare agli altri – dice – per dire loro ciò che siamo, ciò che vogliamo (Montale al contrario) … certo è vero che molta parte della metà che paga non se ne rende pienamente conto: è a questi che dovremmo parlare.

Eco: siamo venuti qui per difendere l’onore dell’Italia come quegli 11 che non giurarono fedeltà al fascismo (il paragone è perfetto e non mette ottimismo). Prima all’estero ci guardavano con simpatia e solidarietà adesso mi chiedono perchè non vi arrabbiate? Ma noi ci arrabbiamo, solo che nessuno ne parla. Io non faccio quello che dice la Marcegaglia che dice di andare a letto presto io vado a letto tardi perchè leggo Kant (grande!). B deve dimettersi perchè schizofrenico: se i giudici condannano Battisti li difende pubblicamente, se indagano lui vanno fermati: io un presidente schizofrenico non lo voglio. Quasi ottanta anni ed è il più vivo di tutti…

Camusso… mormorìo. Hanno passato gli ultimi due anni a dividerci: i precari da chi ha un lavoro, il nord dal sud, il povero dal ricco, l’italiano dall’immigrato, ci hanno fatto credere che se uno è povero in fondo è colpa sua. Sulla Fiat si è mossa male, ma altro che Epifani…

Mi fermo qui. Sarò pessimista, ma non ne sono uscito rassicurato … c’era un sacco di gente dentro e parecchia pure fuori, ma sono tornato a casa, ho acceso la TV ed ho sentito B dire esattamente quello che il mio stomaco mi aveva suggerito che lui avrebbe detto: “non vanno presi sul serio”. Diecimila persone, probabilmente il meglio di quanto la “società civile” sa esprimere oggi a Milano, persone sane, colte, disinteressate, intelligenti che non vanno prese sul serio? Certo. Non vanno prese sul serio perchè NON HANNO ENERGIA. Dicono tutte le cose giuste, pensano tutte le cose giuste, eppure non muovono che briciole della nostra storia, perchè via di lì, finita la manifestazione, non succede niente. Se anche si mettessero tutte d’accordo e votassero tutte la stessa cosa, riuscirebbero a malapena ad eleggere un consigliere comunale. Saviano lo ammette: non so trascinare le folle, ed è un peccato, perchè la sua visione è quella giusta (dite quello che siamo, quello che vogliamo) ma non “sfonda”, non c’è vita dopo i discorsi, non c’è energia in questa rivolta. Eco dice che “dovremmo essere pronti a difenderci scendendo in piazza, anche più giorni” ed ha visto giusto. Le rivolte vere, che cambiano le cose, sono quelle che vanno in piazza E STANNO LI’. Sono i movimenti che non se ne vanno, finiti i discorsi. Che non tornano a casa come la sera prima. Sono cose difficili da fare, che richiedono sacrificio e costanza, che domandano energia, entusiasmo.

Cose che – spiace dirlo – questi bravi, bravissimi signori non trasmetteranno mai.

Vedi cronaca ed in terventi su Ilfattoquotidiano

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