NCAS – 1: Pio Albergo Trivulzio ed il risanamento del bilancio

Posted on 03/03/2011

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Primo esempio della logica del NCAS (non c’è altra strada). Il beneamato PAT. Prendiamo due informazioni di base e poi ragioniamo.

Informazione n.1: il bilancio del PAT è strutturalmente in perdita: quasi 4 mln di euro nel 2008, circa 7 milioni nel 2009 (ripianati vendendo degli immobili) e circa 9 mln nel 2010 (ripianati con altre vendite).

Informazione n.2: il PAT ha un patrimonio di circa 1000 immobili (in via di assottigliamento, viste le continue vendite) affittate per lo più a prezzi ridicoli a gente ricca o molto ricca. Di più: un terzo di questi affitti non viene nemmeno riscosso: l’anno scorso sono mancati 5 mln di entrate solo per affitti non riscossi.

A questo punto una qualunque persona di buon senso cosa direbbe? Ecco invece cosa hanno detto davvero

Medici e infermieri che vanno in pensione non sostituiti; reparti chiusi; attività degli ambulatori ridotta. I bilanci del Pio Albergo Trivulzio (Pat), travolto da Affittopoli, non stanno a galla? Alla fine non resta che tagliare anche l’assistenza agli anziani. «Non c’è altra scelta – spiega il direttore generale Fabio Nitti -. Chi fornisce salute è in perdita: e, alla Baggina, né Regione né Comune ripianano i debiti». Vedi intero articolo QUI

Per risanare il bilancio del PAT basterebbe aumentare un pò di canoni (c’è ampio margine per farlo….su 1000 appartamenti basterebbero 250 euro al mese in più e si raccoglierebbero 3 mln di euro) e magari cominciare a riscuotere tutti gli affitti. Ma fare questo significherebbe scomodare lorsignori, causargli qualche disagio, e poi suvvia aumentare gli affitti in questi tempi di crisi… e soprattutto, COME FAREBBE IL SIGNOR NITTI A SPIEGARE AI SUOI CONNIVENTI AMICI CHE LO HANNO MESSO LI’ CHE ADESSO DEVONO PAGARE L’AFFITTO? E allora via con la logica del NCAS: non c’è altra strada. Certo, non c’è altra strada per conservare le connivenze che non toccarle mai, neanche se cascasse il mondo…

Altre informazioni sul tema stanno qui.

Altri pericolosi cultori del buon senso si sono posti la stessa domanda QUI

La conclusione è: davvero non c’è altra strada?

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