Una manovra sostenibile (per loro)

Posted on 19/08/2011

1


Tutti a criticare, a dare contro a questa manovra (a questa IDEA di manovra, che quella vera potrebbe discostarsi da questa, e non di poco), ma chi legge I4d sa che, poverini, non avevano altra strada.

Sgombriamo il campo: a loro non interessa far andar bene l’Italia, OK? O meglio, gli interessa nella misura in cui questo consente loro di prosperare, ma come dimostrano bene gli ultimi dieci anni, prosperano bene anche in tempi di crisi. QUINDI, LA PRESSIONE E’ TUTTA ESTERNA: loro lascerebbero volentieri le cose come stanno – poche settimane fa anche Bersani faceva l’elogio della stabilità, tipico auspicio di chi sta bene – e ci hanno seriamente provato a rimandare tutto tra due anni, ma da fuori hanno deciso di darci l’ultimatum e quindi bisogna fare qualcosa.

Una classe politica seria direbbe: cosa possiamo fare per sistemare i conti e tornare ad essere abbastanza credibili internazionalmente  per poter continuare a sostenere il nostro debito pubblico (è questa la vera domanda che ha innescato il tutto)? La classe politica italiana si chiede, invece: cosa posso fare per intaccare il meno possibile il sostegno dei conniventi che mi hanno permesso di stare al potere finora, raccogliendo quei soldi che servono a ridurre un pò la mia esposizione e far tornare tranquilli quei rompicoglioni della UE e degli investitori internazionali?

Il criterio con cui leggere la proposta di manovra, quindi, è proprio questo: DOVE TROVARE I SOLDI SENZA TOCCARE I CONNIVENTI? Per questo concepire una manovra era (ed è) così difficile. Infatti, se uno toccasse, anche in minima parte, i conniventi, di soldi ce sarebbero in quantità sufficiente per parecchie manovre, non una. Esempi? le pensioni (vedi questo post), la tassa – Vaticano, il sistema sanitario (ci sono proposte intelligenti, in giro, basta cercare), i costi della politica, i soldi scudati (c’è arrivato perfino Bersani). Se invece vuoi continuare a foraggiare quelli che hai foraggiato finora, allora il problema è grave: il sistema, infatti, si regge su gruppi ben individuabili di categorie che pagano anche per conto dei conniventi e forniscono la gran parte dei soldi necessari a tenere in piedi il sistema stesso. E queste persone hanno già dato parecchio: sono molto vicine al limite oltre il quale non posso più dare altro.

Attenzione: in buona parte questo è anche il criterio con cui, al di là di alcune “svolte” recenti (vedi altro post sulla contromanovra)  ragiona l’opposizione, che non ha un reale desiderio di cambiare radicalmente il sistema e quindi mette al centro dei suoi ragionamenti il feticcio della CRESCITA.

Vediamo nel dettaglio come leggere le singole proposte alla luce dell’impianto teorico di i4d :

Un primo elenco delle voci proposte e delle entrate è qui. La tabella completa dei numeri e delle proposte si trova qui

  • Pensioni ritardate per donne e altri (ritardo per lavoratori pubblici): sono misure differite e poco visibili, non a caso hanno introiti molto crescenti nel tempo ed i risparmi sono tutti stimati “a regime”. Ci penseranno i giornalisti conniventi col sistema (detti in i4d citrosodini)  a minimizzarle: gli anziani non vanno su internet e non leggono il fatto. Risparmio stimato à 3,8 mld in cinque anni.
  • Contributo solidarietà oltre 90 mila euro annui: i redditi coinvolti sono pochi e già tartassati, ma questi almeno sono soldi sicuri. I parlamentari pagano doppio (non è vero, pagano solo il 23% in più, non il 100% in più – vedi qui): briciole che diventeranno macigni, grazie al tg1. Totale entrate à 3,9 miliardi in tre anni.
  • Robin hood tax (ma va là…): Ires maggiorata per petrolieri e tasse sui giochi: in gergo tecnico si chiama “fumo negli occhi”. Ogni misura di questo genere si riflette paro paro in aumenti delle tariffe per i consumatori finali, senza che nessuna autorità muova un dito, in particolare verso i petrolieri. Questi ultimi, conniventi della prima ora, continueranno quindi a dare soldi a questo sistema o ad assumere (se pubblici) amici degli amici: anche questa volta gli è andata bene. Unica consolazione: anche gli evasori fiscali fanno benzina e giocano al lotto, quindi almeno questo aumento non lo potranno evadere. Totale entrate à 4 miliardi in tre anni
  • Modifica aliquote sulle rendite finanziarie: chi viene colpito dalla misura? Chi fa transazioni in borsa e traders di ogni tipo. Questi vanno a votare? Certo, ma sono pochi, e poi una differenza tra il 40 e oltre per cento di tassa sul lavoro ed il 12,5% sui capital gain è veramente troppo: si rifaranno spennando un po’ di più il parco buoi, o convincendolo a fare più compravendite; non facile, ma hanno fatto di peggio. Totale entrate nel prossimo triennio à circa 4,8 miliardi
  • Lavoratori autonomi: aliquota del 41% sopra 55 mila euro: un autonomo medio, per denunciare quella cifra deve guadagnare molto molto di più. Quindi un’imposta di quel tipo avrebbe toccato pochissimi dei conniventi di terzo cerchio, eppure perfino questa proposta è sparita dalla bozza licenziata dal CdM. Al suo posto è comparsa una più fumosa dicitura “giro di vite sugli studi di settore” che dovrebbe far presagire una maggiore severità nel determinare quel reddito minimo di decenza sotto il quale non è neanche vagamente ipotizzabile che un autonomo possa sopravvivere. E che, invece, molti di loro non raggiungono neanche lontanamente nelle denunce dei redditi. Scommettiamo che, discuti e discuti, la crisi alla fine li farà ridurre, i redditi presunti? Infatti si sono tenuti bassi: entrate previste à 0,8 miliardi. E pure questi conniventi sono salvi.
  • Trasferimenti agli Enti Locali. Questo è il punto più chiaro di tutti, alla luce della teoria di i4d. Chi ha messo lì i governatori locali? I politici centrali, quelli del nocciolo. Quindi il loro ragionamento è: i politici locali ci devono tutto, mazzoliamo loro, non avranno mica il coraggio di ribellarsi! In effetti qualcuno, i più famosi e con le spalle larghe (qualche emiliano, Formigoni, etc.), si è ribellato in conferenza stampa nazionale, peccato che le loro dichiarazioni fossero andate senza filtro solo sul TG3. E’ il primo cerchio delle connivenze, quello che deve metterci la faccia e andare a sua volta a tagliare i servizi locali ai cittadini. Del resto cosa pensavano di essere stati messi a fare? Solo a prendersi, stipendi, vitalizi ed auto blu? Vogliono salvare le apparenze? Usino le tasse locali, tanto chi le paga, le tasse locali? Non certo i conniventi. Entrate previste –> 19,7 miliardi
  • Enti soppressi: altro capitolo del genere “fumo negli occhi”, tanto è vero che il risparmio previsto è zero (come dire “già sappiamo come va a finire”). Ai citrosodini l’ardua missione di amplificare il nulla che sta dietro questo capitolo.
  • Salvaguardia da delega fiscale: è la clausola capestro di cui nessuno parla. Il governo si è fatto dare la delega in tema fiscale per studiare nuove misure, ma se non dovesse pervenire ad un risultato nei tempi stabiliti, verranno applicati tagli lineari draconiani che ridurranno del 5% deduzioni ed agevolazioni IVA ed IRPEF, soprattutto sui redditi medio-bassi. Questi sono 36 miliardi, di cui 20 nel solo 2014. E’ roba grossa, ma astrusa e differita nel tempo: ci penseranno i citrosodini a farla sparire dietro fumose circonlocuzioni (o a farla sparire del tutto: nei notiziari si parla solo vagamente della delega fiscale, non di quello che succede se nessuno fa niente). Dimenticavo: poiché i soldi entrano da minori agevolazioni sul pagamento di tasse, chi evade le tasse dorme ancora una volta sonni tranquilli e le connivenze sono salve.
  • Misure contro gli statali. Qui siamo alla parte più rischiosa della manovra, forse di ispirazione brunettiana. Gli ritardano la pensione, non gli danno il TFR, tagliano linearmente i soldi ai ministeri (20,5 miliardi in tre anni solo da questo). E sì che gli statali sono tanti, e votano pure: si vede che nei momenti di difficoltà, perfino i berluscones (come del resto il PD) devono fare delle scelte.

Giusto per chiudere il bellezza, due link interessanti.

Uno: Quelli che per un baule di Gucci spendono quanto una casa | Luca Telese | Il Fatto Quotidiano. Sarà un caso, ma sono citati come clienti compulsivi dei personal shoppers esponenti delle categorie degli autonomi e dei parlamentari. Vedete dove vanno a finire i soldi delle connivenze?

Due: GINI INDEX all’estero c’è chi sta cominciando a fare due più due e dire che, ad esempio, i problemi sociali esplosi in UK forse dipendono anche dal fatto che quel paese è il peggiore d’Europa nella classifica dell’indice GINI, quello che misura il grado di diseguaglianza di un sistema sociale. Indovinate chi è il penultimo?

Annunci
Messo il tag: , ,