Le manovre sono tutte uguali?

Posted on 23/08/2011

3


Una tantum sui capitali, evasione e crescita Ecco le controproposte dei democratici – Repubblica.it.

Dal sito del PD – il testo completo

Bene: ci hanno provato anche loro, ed hanno fatto bene; come dicono i politicanti quando non vogliono stroncare del tutto un’iniziativa: un passo nella giusta direzione. Ma noi che conosciamo I4d sappiamo che lo schema ispiratore è circa lo stesso di quello dell’altra manovra, quella vera. Riassumendo il senso della contromanovra in una frase potremmo dire  MANOVRA PD: ANCHE L’OROLOGIO FERMO PER DUE MINUTI AL GIORNO FA L’ORA ESATTA, ovvero quando, spesso per i motivi sbagliati, si propongono cose generalmente giuste.

Primo punto fermo: anche il PD fa parte del sistema delle connivenze, che infatti coltiva con attenzione, prestandosi a do-ut-des evidenti (come quando, ad esempio, dopo le ultime Elezioni Regionali, evitò di fare ricorso contro il plurieletto Formigoni in Lombardia, per evitare analoghe azioni contro Errani in Emilia) oppure agendo con le stesse logiche degli avversari, magari solo con maggiore misura (si veda la vicenda delle nomine di Pisapia al Comune di Milano). Tuttavia, dato che i tempi sono eccezionali, anche il PD sta in parte abbandonando la logica di sistema per perseguire obiettivi più riconoscibili. Per fotuna vanno allontanandosi i tempi in cui D’Alema diceva che B. era “un grande statista” ed evitava di attaccare il conflitto di interessi per fare la Bicamerale (che ENORME cazzata… e poi dicono che D’Alema è intelligente), oppure di quando Prodi, l’indomani della vittoria alle elezioni del 2006 sfidò tutto e tutti per fare passare subito l’indulto richiesto da B.

Ora il PD sta facendo qualche scelta. Qualcuno ha spiegato a Bersanetor che le elezioni non si vincono al centro, ma coinvolgendo gli assenti e quindi lui comincia ad attaccare con decisione qualcuna delle categorie sociali che, comunque lui operi, non lo voteranno mai, tipo gli autonomi con SUV, quelli che portano i soldi all’estero e se ne vantano, etc. C’è anche gente del PD in incognito, lì dentro, ma non molti e quindi vale la pena dargli contro, ora che i nodi stanno venendo al pettine. E Bersanetor ora sa che, così facendo, tiene legati quelli (molti di più) che invece non vanno a votare PD se non fa cose abbastanza di sinistra.

E poi c’è il feticcio salva-tutti, cui il PD attinge a piene mani nella sua proposta di manovra: LA CRESCITA. Agli occhi di una persona informata e sana di mente, la crescita è quella cosa che, alimentata in modo continuo, prima o poi si dovrà smetttere di cercare perchè non ci sono risorse sufficienti sull’unico pianeta oggi disponibile.  Agli occhi di un politico integrato nel sistema, invece, la crescita è quel miracolo che ti permette di foraggiare tutte le tue connivenze dando ai tartassati quei contentini sufficienti a fargli credere che ce ne sia anche per loro. Oggi, dopo otto anni su dieci di governo di centrodestra che hanno fruttato un ultimo posto assoluto per l’Italia in termini di crescita (tutti i dati qui), si fa fatica perfino a prometterla: solo il PD e qualche sindacalista può ancora pensare che un paese industrializzato come il nostro possa tornare a lievitare ai ritmi di crescita precedenti al 2000 (forse però non hanno tutti i torti: se continuiamo a regredire ancora per un pò, magari ci ricreiamo lo spazio per crescere…).

La terza, ma non meno importante annotazione è sulla forma: quando ho letto l’articolo di Repubblica pensavo fosse il solito riassunto, di un testo ben più dettagliato e corposo: mi sbagliavo. Possibile che il secondo (o primo?) partito d’Italia non sappia partorire qualche numero totale oppure frasi più precise di “misure concrete per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per l’efficienza energetica, la
tecnologia italiana e la ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno” ??

Ma veniamo al dettaglio delle misure proposte dal PD.

  • una tantum sui capitali esportati: evvai che ci sono arrivati pure loro! Su vari siti non comunisti (ad esempio qui) si è sempre detto che il 5% era un’aliquota scandalosamente bassa e che le regole altrui erano molto più severe delle nostre. Ma tant’è: si vede che a quel tempo Bersanetor stava negoziando qualche altra briciolina con B. e forse si era distratto un tantino. O forse qualcuno gli ha spiegato che gran parte di quelli che hanno usato lo scudo non sono elettori del PD e non lo saranno mai, qualunque cosa lui faccia, e quindi si è dato pace ed ha deciso che poteva stanarli. Non perchè è giusto (quello lo era anche quando lo scudo fu approvato), ma perchè nei suoi potenziali cerchi di connivenze non ci sono.
  • lotta all’evasione: stesso discorso del punto precedente. La vicenda Penati mostra (se mai ce ne fosse stato bisogno) che gli apparati del PD non sono molto diversi dagli altri. Ma gli elettori sì: quelli tendenzialmente sono diversi dagli elettori del centrodestra. Ed è per quello che l’argomento della “diversità” conta qualcosa per il PD. Quindi: quanti evasori votano PD? Non molti. Sicuramente molti meno dei potenziali elettori PD che non lo votano a causa delle scarse azioni passate in questa direzione: Visco non ha mai fatto molta carriera, nel partito e nell’Ulivo, il più deciso sul tema è sempre stato Prodi, e con questo è detto tutto. Forse oggi Bersanator ha fatto la cosa giusta: anche qui l’ha fatta non perchè fosse giusto farla (e lo è sempre stato, anche quando i governi di centro sinistra non abolivano le leggi sul falso in bilancio), ma alla fine l’ha fatta;
  • immobili: imposta progressiva sui valori di mercato e dismissioni immobili pubblici. In totale sono sei righe, non è che si capisca molto di cosa si tratta. La prima è una specie di nuova ICI, che un suo senso ce l’aveva, ma che in fondo è sempre una tassa che gli evasori sapevano (e sanno ancora) come aggirare. Parla di “tassa sui valori di mercato fortemente progressiva”: se la mia casa vale 100 e l’ho comprata per l’80% con un mutuo ventennale che sto appena iniziando ad intaccare, cosa faccio? Pago le tasse su 100 anche se, qualora vendessi domani, incasserei poco più di 20 (o magari meno, visto quanto mi costerebbe estinguere il mutuo)?
  • liberalizzazioni: ecco un altro pò di gente che in prevalenza non vota PD e che lucra da decenni sulle connivenze. Assicurazioni, banche, ordini professionali, etc. Ma come dargli torto?
  • politiche industriali per la crescita: vedi frase a inizio testo, non si capisce un granchè
  • PA e costi della politica: dimezzare i parlamentari. Dicono che hanno presentato una proposta ben venti giorni fa. Che tempismo! Caro Bersanetor, e ridurgli anche lo stipendio no, eh? O costringerli a dare i soldi ai collaboratori, che oggi invece assumono in nero? E dimzzare anche i consiglieri regionali? E i membri di tutti i CdA di aziende pubbliche ed Enti?

L’ultima considerazione introduce anche l’ultimo argomento. Questo sopra elencato è quello che c’è… ho l’impressione che sia molto di più quello che NON C’E.

Non c’è un solo neppur vago accenno ai miliardi regalati alla chiesa.

Niente sulle pensioni d’oro che si potrebbero tagliare domani risparmiando subito quasi 7 miliardi.

Nessun accenno alla lotta contro la malapolitica e la corruzione, che porterebbe al recupero di decine di miliardi.

Qualche taglio alle spese millitari? O dobbiamo difenderci dai potenziali attacchi della bellicosa Slovenia?

Abolizione completa delle province, non tanto dal punto di vista amministrativo, quando DECISIONALE: le attività (che servono) passatele ai Comuni o alle Regioni insieme agli impiegati, mentre gli assessori (che non servono) aboliteli, MA TUTTI!!!

Certo, confrontata con l’altra manovra, quella vera, non c’è paragone: ci stanno arrivando, insomma. Per i motivi sbagliati, con molte lacune, ma ci stanno arrivando.

Vediamo se ci arrivano prima o dopo il crac…

Annunci