Alcoa – andateli a prendere

Posted on 28/08/2012

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Alcoa, tre miliardi in 15 anni dallo Stato. Ora fugge in Arabia Saudita

In questo articolo si fanno due conti, approssimativi sui costi dell’affare-Alcoa, cui ne aggiungerei altri due o tre, giusto per chiarire di cosa si sta parlando.

Innanzitutto il numero dei dipendenti: circa 2000 (compreso l’indotto).

Tre miliardi in 15 anni fa circa 200 milioni ogni anno. Spesi per garantire ai 2000 di cui sopra di poter andare a spaccarsi la schiena e/o ammorbarsi i polmoni per una paga appena dignitosa.

Eppure il conto è semplice: 200 milioni diviso 2000 fa 100 mila euro a testa. All’anno!!! RIPETO: 100 mila euro a testa all’anno per 15 anni!!! E’ come se noi tutti avessimo pagato gli stipendi agli operai dell’Alcoa, lasciandone però più della metà nelle tasche degli americani che, non contenti di avere azzerato il costo della manodopera dello stabilimento, comunue se ne vanno in Arabia. Se lo stato avesse dato direttamente agli operai i soldi regalati all’Alcoa per tenere la produzione in Sardegna, gli operai sarebbero diventati ricchi, tutti e duemila, senza nemmeno doversi fare il mazzo in fonderia.

Senza pensare una cosa così bella, se solo lo Stato gli avesse garantito un reddito di cittadinanza pari a quello che guadagnavano lavorando gli sarebbe comunque costato meno della metà (facciamo che lo stipendio medio fosse di 1500 euro al mese, che fanno 3000 lordi, all’anno fanno circa 40 mila euro che, appunto, è meno della metà di 100 mila).

E addirittura se avessero fatto come dice la vecchia ed obsoleta Camusso, che ancora pensa che il centro del mondo sia lavorare sotto padrone e lo Stato si fosse preso la filiale italiana, probabilmente avrebbe speso ancora meno, anzi forse ci avrebbe perfino guadagnato: non dimentichiamo che l’Alcoa non è un ente di beneficenza e nel 2011 ha fatto più di 600 milioni di dollari di utile, anche con Portovesme, mentre l’Italia importa il 90% del suo fabbisogno di acciaio.

E invece no.

I tre miliardi li abbiamo dati all’Alcoa, che se ne sta comunque andando perché – probabilmente – non guadagna abbastanza, i duemila di Portovesme sono ancora sulla soglia della povertà, malati e senza prospettive e l’acciaio andremo sempre più a comprarlo all’estero, mente l’Unione Europea ci ha pure fatto causa.

Altro che buttarsi nel porto di Cagliari: gli operai dovrebbero venirvi a prendere per le orecchie e cacciarvi a pedate dai vostri uffici ministeriali, sindacali, regionali, non prima di essersi presi il vostro conto corrente ed averlo suddiviso tra tutti, però.

Imbecilli.

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