Disinformacjia 4 Dummies

Posted on 16/01/2013

1


AGGIORNAMENTI A UNA SETTIMANA DAL VOTO:

Disinformacjia made in PD, ovvero come ti confondo le idee su quanta gente c’è in piazza per Bersani.

Disinformacjia made in Berlusca, ovvero, cosa mi tocca inventare per non far vedere le piazze dello Tsunamitour… certo, c’è da capirlo, l’immagine vera sarebbe stata questa.

 

Mio intervento su Reset-Italia lubjanka

Pubblicato anche su Informarexresistere

Aggiornamento del 29/1: una settimana senza attacchi diretti, Grillo in giro con lo Tsunamitour e cosa ti succede?? Oops: M5S recupera il 3% … e pensare che questi sono i numeri truccati!!

TESTO ORIGINALE:

Disinformacjia era il termine con cui ai tempi della guerra fredda si designava la parziale o totale invenzione di fatti o di episodi al fine screditare il blocco contrapposto. Obiettivo: minare la credibilità dell’avversario e indurlo a scelte sbagliate. Il termine si adatta bene a quanto sta avvenendo in questi giorni  con un attacco concentrico ai 5stelle. L’attacco è multiforme e credo giustifichi una piccola guida operativa DISINFORMACJIA FOR DUMMIES, per chi volesse non farsi travolgere dall’ondata di m… che stanno sparando e che spareranno da qui alle prossime elezioni.

Le tecniche classiche sono note e le loro varianti applicate ai movimenti politico-sociali hanno mostrato in passato grande efficacia applicandosi sia sulle notizie sia sulle azioni dei movimenti da sabotare. Gli insider hanno da sempre mischiato i vari piani applicando il mix più opportuno di bugie e di sabotaggi in situazioni simili (qualcuno ha letto Ellroy?), quindi perchè rinunciarvi? L’ultimo esempio ha toccato quelli di Occupy Wall Street, molto di recente e, sottolineo, con Presidente un nero di quelli che 50 anni prima erano oggetto di sabotaggi e disinformacjia. Del resto, a pensarci bene, il M5S è il bersaglio ideale: aperto, discute su internet, con un leader che parla in pubblico dalla mattina alla sera (e quindi, anche fosse solo per la legge dei grandi numeri, è facile che prenda dei granchi) in ascesa e pericolosamente deciso – a quanto è dato sapere – a fare sul serio. Questi hanno addirittura restituito dei soldi, ma sono matti? Sotto col bombardamento, allora.

In ordine logico e cronologico si individuano finora i seguenti schemi di attacco:

  1. Tattica Asimov: in “Fondazione Anno Zero” i primi segni di declino dell’Impero sono una serie di piccoli incidenti apparentemente sconnessi fra loro, che però causano fastidiosi contrattempi agli abitanti. Nella disinformacjia il punto di partenza è attendere oppure, se non succedono, provocare dei piccoli o grandi incidenti di percorso all’avversario, costringendolo a cambiare programmi e ad occuparsi di altro. Come? Cambiando dieci volte in un mese le regole (e le eccezioni) per la raccolta delle firme, ad esempio. Oppure montando casi ogni volta che uno qualunque dei centomila aderenti al suo movimento dice “a” se il capo ha detto”b”. Oppure facendogli le pulci sui server delle primarie mentre gli altri scelgono i candidati in tre al tavolo del ristorante.
  2. Tattica del “tutto fa” (disse l’uomo che pisciava a mare): nella ricerca dell’incidente, non si butta via nulla. Tutto fa, tutto serve. Del resto, come già dicevano Fruttero e Lucentini, del cretino vi è prevalenza e non si farà fatica a trovare gente disposta a danneggiare gli altri senza benefici per sé. I pirati finti, ad esempio, che piratano il simbolo, smentiti dai pirati veri che poi craccano il sito che racconta il tutto. E tutti a strolicare se i pirati finti usano Linux o no, se le immagini sono ritagliate etc etc. In tutto ‘sto bailamme, quanti discutono dei programmi del M5S? Nessuno. Grillo sta in piazza due giorni e parla con tutti quelli che passano di lì, compresi tre ragazzotti di Casa Pound e… notizia delle notizie, non li manda a cagare: evvài, sotto con l’esegesi della frase al minuto diciassette della ventunesima ora di fila in piazza del Viminale.  E prima il ruolo di Casaleggio e prima ancora quanta democrazia interna c’è e prima prima prima perché non vanno ai talk show …. cosa pensa l’elettore medio? Mah, gli altri fanno schifo, ma anche quel Grillo, insomma, ogni giorno ce n’è una….
  3. Tattica dell’11 settembre. Se non ci fosse stato un Ingroia, gli insiders avrebbero dovuto inventarlo, come Bush padre per l’11 settembre. Massimo rispetto per il magistrato e il suo lavoro passato, ma uno che entra in politica a levare consensi alla prima alternativa credibile al sistema dopo vent’anni di seconda Repubblica è al limite, ma proprio al limite del sospetto. Se non fosse stato Ingroia c’era solo da dire che l’avevano pagato gli altri…
  4. Fuoco di sbarramento. Berlusconi presente ovunque, Bersani sorridente a tutti i TG, Monti che si fa intervistare anche da Radio Criceto e il M5S? Non pervenuto e, se pervenuto, solo per uno degli eventi numero 1,2 o 3. Il M5S ha un programma e gli altri no? Allora non parliamo più di programmi. Qualcuno ha capito cosa vuole fare Bersani, oltre che andare al governo? No? E allora nessuno parli di quello che vorrebbe fare Grillo. Chi ha parlato della restituzione dei soldi dei consiglieri regionali M5S in Sicilia? Nessuno. Tutti a discutere di candidati premier o del Costanzo Show con Berlusconi e Santoro (come? Non era il Costanzo Show? Ah, già, non c’era più Bracardi).
  5. Tattica del “tanto vinciamo noi”, ovvero: abuso di sondaggio. Quando uno strumento che dovrebbe misurare un fenomeno diventa parte fondamentale del fenomeno stesso. Cosa dicono i sondaggi in questo periodo? Che il M5S è in calo netto. Ma i numeri sono truccati e puntano alla profezia che si autoavvera, quindi non dicono come è la realtà, ma come la si vorrebbe (un esempio? Leggete questo link a un sondaggio di Piepoli: dava Pizzarotti al 3,5% a Parma);eppoi in calo rispetto a cosa? Alle precedenti elezioni politiche manco c’erano. Solo tre anni fa alle regionali avevano preso il 3% su base nazionale … quale partito di insider verrebbe definito “in calo” se quadruplicasse i propri voti in tre anni senza nemmeno un euro di finanziamenti? Mah…

L’elenco è suscettibile di aggiornamenti, quindi consideratelo un work in progress. Faccio una previsione… scommettiamo che tra un po’ salta fuori il “voto utile”? Qualcuno ha già cominciato a buttarla lì, ma sono sicuro che da qui al 24 febbraio sapranno inventarsi qualcosa di meglio.

Il pericolo, si sa, aguzza l’ingegno.

Buona lettura e, se ogni tanto trovate una notizia, fatemelo sapere, ok? (twitter @italy4dummies).

Annunci
Messo il tag: , , ,