VOTO4DUMMIES – vedere l’essenziale: insiders vs outsiders

Posted on 05/02/2013

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Mentre l’impennata del M5S (Swg 1/2) ha fatto ripartire la macchina della m… cioè della disinformacjia, non a caso capitanata da Santoro, ritengo necessaria una puntata speciale di VOTO4DUMMIES interamente dedicata alla categoria interpretativa fondamentale con la quale leggere la realtà in tempo di elezioni.

 

Parlo della dimensione INSIDER vs OUTSIDER.

Molte sono le argomentazioni che sto sperimentando contro le pletore di piddìni e luogocomunisti (by Bagnai) esponenti vari del P.U.D.E. (sempre by Bagnai) e apprendisti montiani, ma poche sono efficaci quanto questa. Che è efficace perchè geometricamente esatta nel descrivere la realtà.

È ormai chiaro anche ai bambini (purchè non piddìni da sezione) che l’Italia si è andata configurando come governata da un sistema di potere sostanzialmente unitario, che non distingue più tra sx e dx. Le prove? Oltre al buonsenso, il metodo: c’è un solo modo di verificare un assunto che riguarda un sistema socio-economico complesso: vedere dove vanno i soldi. Ebbene, giunte di destra affidano appalti inutili a coop rosse, mentre decisori di area PD foraggiano aziende della Compagnia delle Opere (piccolo esempio qui o più in grande qui, l’ultimo esempio, qui). La TAV in quanto opera portatrice di denaro a fiumi, ottiene consensi bipartisan, così come gli F-35 (a suo tempo, oggi qualcuno comincia timidamente a tirare indietro la mano). Il MPS si svena non per costruire una mega Casa del Popolo, ma per dare soldi a un banchiere dell’Opus Dei, e gli esempi potrebbero essere migliaia. Il sistema è unitario, ed è una cleptocrazia, ovvero un sistema dove c’è un generale consenso intorno al concetto che la cosa più importante da fare, una volta al potere, è drenare risorse, per sè (come i politici) o per i propri ambienti di riferimento (come Monti).

Per questo la vera, unica, distinzione che conta non è tra un cleptomane conclamato e uno nascosto, che ruba solo quando non c’è nessuno, ma tra cleptomani e soggetti sani. Dove i sani non possono essere, salvo rare eccezioni, che ESTERNI al sistema in vigore, cioè OUTSIDERS, per l’appunto. Si potrebbe discutere del fatto che, poi, una volta dentro, anche quelli sani finiscono per ammalarsi, ma questo è un altro discorso.

I politici hanno capito perfettamente il concetto, tanto è vero che:

  • Negli ultimi 15 mesi hanno messo un governo di (apparenti) outsiders a fare le cose più spiacevoli, così da potersi presentare un anno dopo agli elettori dicendo “io queste cose non le avrei mai fatte”; hanno cercato di creare una cesura tra sé e le conseguenze delle loro azioni, in modo da potersi presentare come qualcuno che non c’entra niente;
  • Tendono tutti a presentarsi come outsiders: fateci caso, nessuno ha fatto niente, delle leggi passate; al massimo “sono stati costretti”; l’aggettivo più usato nei discorsi elettorali è “nuovo”. Quando le cose vanno male e non basta dire che un problema è percepito, allora la tattica migliore è tirarsi fuori e far finta di non essere mai stato lì. La tattica migliore è sembrare degli outsiders.

Ma è vero che sono outsiders? Vediamone qualcuno nel dettaglio.

  • Vendola: da due legislature è al governo di una regione, nella quale ci sono stati casi di lottizzazione e peculato, esattamente come dalle altre parti. Lui personalmente è probabile che non c’entri, ma il sistema – con lui al potere – ha continuato a operare più o meno come prima. Il San Raffaele ha aperto una dèpendance, e non era un covo di santi. Il suo comportamento nelle primarie, poi, dice più di mille discorsi: prima imposta tutto sull’anti-Montismo, poi un attimo dopo essere arrivato terzo dichiara che starà con Bersani, ferreo sostenitore del governo del professore. Per la serie: voglio starci dentro, a tutti i costi. E infine, cosa è successo a Milano, dove SEL ha addirittura espresso il sindaco Pisapia? Appena insediato, il neoeletto ha cooptato una quarantina di amici suoi a ruoli dirigenziali nel Comune. La Moratti ne aveva cooptati 80, diversa è solo la misura, non il metodo.
  • Monti: solo un paese sfinito da B. poteva bersi la panzana che lui fosse un outsider; egli, come ben hanno detto i più onesti (Marco Vitale, ad esempio) avrebbe potuto sfidare il sistema e metterlo alle corde, ma non lo ha fatto. Ha preferito sfidare i pensionati, piuttosto che i corrotti; di fatto ha detto ai politici “se mollate la sovranità e permettete ai miei mandanti di procedere nella strada del P.U.D.E., vi lascio dove siete e potete pure spartirvi il bottino” (quello che resta, ma non sono bruscolini); più insider degli insider, manovra quelli che c’erano come fossero pupazzi;
  • Ingroia: l’insider perfetto, perché sembra un outsider: l’hanno perfino perseguitato (oddìo, un incarico per l’ONU non è prototipo della persecuzione che ho in testa io…) e lui si atteggia di conseguenza, ma se non ci fosse stato, gli insider avrebbero dovuto inventarlo. Pensateci bene: la disinformacjia diffonde a piene mani calunnie e dubbi sul M5S ed ecco pronto un simil-Grillo a raccogliere i voti di quelli che “Grillo parla bene, ma ci sono delle cose che non mi convincono” (appunto: quelle che raccontano i media). Un simil-Grillo dialogante: l’ideale per togliere voti a quello vero senza rischiare che vinca e poi ti mandi a casa per davvero. Per piddìni pentiti.
  • Casini, Fini, Rutelli, Meloni, Storace: non ne parliamo nemmeno. Insider fino al midollo.
  • Maroni: solo un leghista della prima ora può pensare che Maroni non c’entrasse niente con il cerchio magico e la laurea in Albania del Trota; che i leghisti fossero outsiders l’hanno creduto in molti, all’inizio, pure all’interno del partito, poi quelli eletti hanno visto la cassa e non hanno capito più niente; i militanti, invece, non hanno mai capito niente, né prima né dopo e sembra che continuino a votarli;
  • Berlusconi, Bersani e compagnia: sì, va bè, non ne parliamo nemmeno;
  • 5stelle e Grillo: al momento gli unici veri outsiders presenti su piazza (e che piazza, viste le foto dello tsunamitour?). Il criterio è sempre lo stesso: come si comportano in merito ai soldi? Raccolgono solo donazioni online, documentano ogni spesa e restituiscono i rimborsi elettorali, quando ne hanno diritto. Se raccoglieranno più di quello che serve lo daranno ai terremotati. Non sono promesse, lo hanno già fatto e lo stanno facendo in Piemonte, in Sicilia e ovunque capiterà di incassare rimborsi elettorali, che rimborsi non sono. Dove hanno preso in mano il governo di città, si sono rotte le logiche di potere e sono emersi panorami degni della cloaca massima. Quello che penso io conta poco e l’ho già articolato qui, quello che dice Scanzi (in minoranza pure lui al Fatto Quotidiano che spesso si accoda alla disinformacjia) è la descrizione più efficace che ho trovato in giro e non c’è altro da aggiungere, se non la frase finale.

“Non è detto che tutti quelli che vanno a vederlo poi lo votino, ma Grillo rimane l’unico politico a riempire le piazze. E neanche ha la scorta. Qualcosa vorrà pur dire.”

Aggiungo: per ora. Se vincesse davvero e facesse davvero quello che dice di voler fare, altro che scorta: tornerebbero le bombe, ma di questo parlerò un’altra volta.

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