Posted on 06/04/2013

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Pubblicato su Reset-Italia

Tutti si interrogano sul perché il M5S non voglia discutere di un’alleanza con Bersani e cercano col lanternino qualche flebile obiezione del 134° deputato in fondo a destra, mentre a pochi metri, il numero 2 e 3 del PD sparano a zero sul numero 1 e sul presidente piddino della Repubblica, ma lì è tutto normale. Purtroppo buona parte dei giornalisti italiani, non si guadagna lo stipendio cercando notizie, ma creandole e (anche) questi sono i risultati. Comunque sia, siccome pare che adesso tutti i problemi dell’Italia derivino dal fatto di non avere un governo subito e che non abbiamo un governo subito solo perché quegli zucconi del 5 stelle si sono incaponiti e Bersani gli sta antipatico, allora ho pensato a questo apologo. Chiedo scusa in anticipo ai fan del vero Batman, il racconto non ha alcuna coerenza filologica con le sue avventure, ma mi interessava dare l’idea.

Siamo a Gotham City. Come sempre, il crimine trionfa, ci sono delitti ad ogni angolo della strada, furti, aggressioni e numerosi omicidi, singoli e seriali. La situazione è insostenibile, il problema si sta estendendo, perfino le città vicine non ne possono più  e fanno pressione sul sindaco per fare qualcosa. Lui consulta la popolazione e nomina un nuovo capo della polizia. Gordon si è ritirato da molti anni e questo è il terzo capo diverso in pochi mesi, ma la gente non si fida e questa volta il sindaco è costretto, a furor di popolo, a convocare anche Batman (quello vero, non quello appena uscito dagli arresti domiciliari) per affiancarlo. Batman accetta: dopo tanto tempo forse potrà rientrare dove si comanda la lotta al crimine e non dovrà fare più tutto da solo. Non appena insediato il nuovo capo della polizia, il sindaco organizza un colloquio tra i due

–        Buongiorno – Batman saluta, entrando nell’ufficio del nuovo capo, insieme al fidato Robin – io sono Batman, il suo nome?

–        Donato Bilancia

–        Ah- Batman è sorpreso – omonimo o proprio quello che ….

–        No, proprio quello.

–        Ah – l’eroe è sempre più sorpreso, Robin ha gli occhi sgranati – com’è che adesso addirittura fa il poliziotto? Ha deciso di cambiare vita?

–        Beh, sì, in parte.

–        E’ pentito di quello che ha fatto?

–        Pentito-pentito no. Solo che sento  che l’aria è cambiata, insomma, forse i criminali hanno un po’ esagerato e la gente non sopporta più certe cose. Il sindaco – ci diamo del tu, vero? – dice che puoi aiutarmi: cosa ne sai di topi di appartamento, borseggiatori, truffatori…

–        Non molto, sono più avvezzo a maniaci, assassini, serial killer etc. Quelli non li cerchiamo?

–        Mah, anche, con moderazione però, insomma, bisogna capirli, c’è assassino e assassino.

–        Come “con moderazione”? Lo sa che lei dovrebbe essere in galera, a scontare gli ergastoli?

–        Eh, che parole grosse… il sindaco ha capito il mio percorso e sa quali erano le mie vere intenzioni e ho ottenuto la grazia, in fondo ho combattuto anche io dei reati: la prostituzione, l’immigrazione clandestina, l’abuso di potere, l’evasione fiscale…

–        L’evasione fiscale?

–        Sì, l’evasione fiscale – Bilancia sembrava serio – le prostitute mica danno la ricevuta, sai? E poi per gli altri reati non c’erano le condizioni politiche per combatterli.

–        Le …. condizioni politiche? Batman è sempre più disorientato .

–        Mah, sì, il sindaco non voleva; sai, nell’ambiente certe cose si sanno e anche lui aveva certe cosucce che preferiva tenere in sordina.

Batman si massaggia le tempie, pensa alle folle plaudenti che lo hanno acclamato fuori dalla porta. Alle mamme che gridavano “vogliamo una città sicura” oppure “Batman fai pulizia, sei tutti noi”. Li sente ancora fuori che aspettano. Allora guarda il serial killer (ex?) e dice

–        No, non posso – aveva deciso di parlare chiaro e passò anche lui al tu – non posso allearmi con te; sarebbe possibile solo se rinnegassi il tuo passato, ti pentissi di quello che hai fatto e mi dessi prove concrete di avere cambiato vita. Così, no. La gente si aspetta la rivoluzione, non il calo dei borseggi…

Bilancia allora si giocò la sua ultima carta.

–        Ne sei sicuro? Guarda che a Gotham il più sano ci ha la rogna. Tu non sai quanti ammiratori ancora mi scrivono. Dammi retta: Gotham non può essere salvata. Batman, sìì responsabile, alleati con me.

–        Responsabile? In che senso?

–        Senza allearti con la polizia non puoi fare niente, lo hai visto in questi anni: gran sbattimento e solo successi parziali, mentre il crimine dilaga; se ti allei con me, invece, possiamo fare qualcosa, magari non sconfiggiamo il crimine subito, certi rimarranno a piede libero, ma intanto sistemiamo qualche magagna qua e là. E’ già qualcosa, no? Vuoi mettere come saranno belle le strade senza prostitute? E poi, questi metronotte, così arroganti. Guarda, voglio venirti incontro, facciamo così: se lasci stare i serial killer, puoi dirmi due o tre altri reati che vorresti mettere a posto, che magari si parte da quelli se non sono troppo impegnativi. L’abigeato, ad esempio,  è ancora una piaga nelle campagne intorno alla città, sai? Alleati con me, se resto da solo non riuscirò a fare abbastanza e mi rimuoveranno in due settimane; e sai il prossimo capo della polizia chi potrebbe essere?

–        …

–        Stevanin, hai presente?

–        Il mostro di Terrazzo?

–        Proprio lui.

–        Ma non era lui il capo fino a un anno fa?

–        Appunto! Ti ricordi che andazzo? Che cattivo gusto? Tutti quei brandelli di carne seppelliti, tutto quel sesso, e poi quella cicatrice esibita? E poi la vicenda giudiziaria, insomma, la sua storia non è per niente lineare. Io ho tutto un altro stile, ammetterai, certe cose non le faccio.

Batman ritornò a massaggiarsi le tempie. Robin lo guardava smarrito. Bilancia armeggiò sul computer qualche secondo, poi girò il monitor verso l’eroe

–        Guarda qui. Gli intellettuali di Gotham City firmano in massa un appello perché “gli eroi non si tirino indietro; Gotham non può stare senza capo della polizia. E poi basta col sangue che esce dai terreni di mezza città”. E’ il tuo momento, se li deludi non ci sarà più un’altra occasione per te, la gente non capirà.

Batman uscì sconsolato dall’ufficio di Bilancia. Degli operai stavano allestendo l’ufficio a fianco, come se stesse per arrivare un nuovo inquilino.  All’ingresso la gente che lo osannava se n’era andata e la piazza restava sconsolatamente vuota. Vide un camion di traslochi che stava scaricando dei grossi pacchi nell’atrio del palazzo. Uno era rotto in un angolo e ci guardò dentro: c’erano attrezzi fetish, destinati al nuovo inquilino.

Non era ancora il momento, pensò. Ancora molti crimini avrebbero dovuto avvenire a Gotham City perchè la gente votasse per cambiare il sindaco, gli assessori e magari pure il capo della polizia. E chissà che il prossimo non possa essere lui, Batman, l’eroe incorruttibile.

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