Dialogo tra un (ex) imprenditore e un nonsoche

Posted on 16/04/2013

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Come già dicevo nei precedenti articoli, penso che sia inutilmente dispendioso seguire giorno per giorno le vicende della crisi. Si perde tempo e non si capisce il quadro complessivo. È un pò come cercare di capire come finirà una partita sentendo descrizioni minuziose di singoli minuti di gioco, se non hai la fortuna di beccare un gol non ci capisci niente, e poi anche se lo becchi, non è detto che sia quello decisivo. E poi la telecronaca non è completa: certe cose te le raccontano e certe altre no.

E allora provo a immaginare direttamente come va finire. Lo dicono direttamente Berlusconi e Bersani.

Nella settimana centrale di aprile, Berlusconi e Bersani si incontrano piú volte in stanzette sempre diverse del Parlamento, dove neanche i vice sono ammessi. Tanto, sono quasi tutte vuote, solo i 5 stelle sono al lavoro. I due, lontani dai riflettori, parlano con franchezza:

Bers: tranquillo, Silvio, tranquillo. Ti garantisco io che non finirai la tua carriera politica andando in galera.

Berl: e tu stai sereno, che grazie a me potrai fare affari in tranquillità, basta che tiri dentro quegli esosi di Comunione e fatturazione, se no succede un casino.

Bers: che problema c’è? Le mie coop  fanno affari da anni coi ciellini; ah, dipendesse da noi tutto sarebbe risolto in dieci minuti. Ma un problema in realtà esiste, e si chiama Grillo.

Berl: lo so bene, Pierluigi; se, dopo avere eletto il presidente, facessimo un governo Pd-Pdl, sarebbe quasi certamente l’ultimo. Hai voglia tu a screditare, gettare fango o inventare scandali o notizie finte su questo o quel grillino. Alla fine se fai il governo e continui col solito andazzo di prima, lo vedono anche i ciechi che avevano ragione loro.

Bers: ah, sicuro se formiamo un governo alla tedesca, poi, figurati. Tempo una settimana e ce li avresti tutti addosso: la UE, i mercati, Monti, tutti a dirti che devi proseguire col rigore, che devi tagliare i parlamentari, che devi ridurre i rimborsi, che devi fare la lotta alla corruzione etc etc. Non succederà mica che poi dobbiamo farlo davvero?

Berl: certo che no! Solo che  a quel punto, con tutto il casino che hanno montato i grillini, se non lo fai è la catastrofe e alla prima elezione ecco che saremmo impallinati tutti e due. Tu più di me, a dire il vero.

Bers: vero, Silvio. I tuoi elettori sono più spudorati. Gli prometti di levare l’IMU e loro via che tornano alle urne, ma i miei son difficili. I miei bisogna fargli delle gran supercazzole, smuovere la tv, stanare gli intellettuali, un casino.

Berl: Imprigionati in un governo, ecco quello che saremmo. Dovremmo stare insieme per forza, chissà per quanto, e solo per non fare nuove elezioni. E non parliamo dei processi: metti caso che nonostante tutti i trucchetti e le leggi ad personam riuscissero a cavar fuori qualche condanna? Chi li tiene più i leghisti?

Bers: ah, non me lo dire. E quelli di SEL? No, questo non deve accadere.  La cosa migliore, stammi mò a sentire,  è trovare un capo dello stato molle come un fico che lasci stare a te, non apra gli armadi, dica un giorno si e un giorno no che ci vuole unità, che il momento è difficile, insomma, tutte quelle robe lì…

Berl; … e che, dopo un altro mesetto di finti tentativi di fare il governo, sciolga di nuovo le camere e faccia tornare tutti a votare. Ascolta, Pierluigi, bisogna farlo subito, il prima possibile, a tutti i costi, anche a fine luglio, Ricorda che a luglio se i conti non saranno a posto (e non lo saranno, perché abbiamo le mani legate e i miei esperti mi dicono che con quello che ha fatto Monti, possiamo solo andare a fondo) aumenterà l’IVA.

A quel punto Bersani tirerà fuori un fogliettino. Sul fogliettino ci saranno dei nomi scritti a penna, alcuni cancellati con biro di diverso colore. Li scorrono e dieci minuti dopo sono d’accordo. Ecco scelto il presidente della Repubblica. E’ presentabile, nel senso che dice Berlusconi ed anche nel senso che dice Bersani, ma soprattutto, farà quello che gli diranno di fare. Marini? Amato? Ciccio Pasticcio? E’ indifferente. L’ordine sarà chiaro: nessun governo deve formarsi, un nuovo parlamento dovrà essere eletto, il più diverso possibile da questo. Bisogna andare alle elezioni senza fatti recenti su cui giudicare i vecchi partiti, la gente deve avere ricordi vecchi, sbiaditi. Bersani è stato ministro un’epoca fa e Berlusconi ormai si è dimesso da quasi due anni. A parole, finchè Berlusconi controlla le private e la Rai resta quello che è, non li batterà nessuno. Ma se qualcuno li costringe a fare i fatti, allora sono finiti.

Non ci dovranno essere fatti, per il più lungo tempo possibile e comunque fino al momento delle prossime elezioni. E vedrete, non ce ne saranno. Solo parole nell’arena, questa è l’unica strada per non morire di 5stelle.

Se non ci saranno sorprese ci si vede a luglio, al seggio. Se ci azzecco, però, voglio un posto alla TV svizzera come opinionista, ok?

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