L’abolizione del finanziamento ai partiti, ovvero credono che siamo del tutto scemi?

Posted on 31/05/2013

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Poche righe del provvedimento strombazzato come “l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti” e subito si trova l’inghippo.

Lo svela l’Huffington Post italiano, ma basta un alunno di seconda media a fare due conti.

Come funziona? Come l’8 per mille, che uno può destinare a una delle scelte proposte nel modulo della dichiarazione dei redditi. E se uno non destina niente a nessuno? I soldi vanno lo stesso a uno dei soggetti ammessi, in proporzione alle scelte espresse.

Come dice Wikipedia “I contribuenti (…) non sono tenuti ad esercitare obbligatoriamente l’opzione per la destinazione dell’otto per mille. Tuttavia, anche l’otto per mille del gettito fiscale di chi non effettua una scelta (…) viene ripartito tra i soggetti beneficiari, in proporzione alle scelte espresse”.

Lo stesso accadrà con i soldi dei partiti: il 2 per mille verrà comunque spartito tra i soggetti ammessi (quali saranno secondo voi? Si accettano scommesse) in base alle percentuali di preferenze espresse dai contribuenti, sia per la quota di persone che lo vorranno, ma anche per la quota di persone che NON effettueranno alcuna scelta.

Poi tentano una supercazzola per far sembrare che si pongono un limite (dicono “nei limiti di quanto stabilito al comma 4”). Qui riporto testualmente l’Huffington Post, perchè non trovo ci sia altro da aggiungere

“Calcoli alla mano, considerando il gettito Ire totale del 2012 – 165 miliardi euro – il conto è presto fatto: circa 330 milioni di euro. In teoria, per fortuna. Perché, come spiega il testo, la quota di risorse verrà individuata “nei limiti di cui al comma 4”. Quanto vale questo limite? “Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa nel limite massimo di 61 milioni di euro a decorrere dal 2014. (…) Stando alla bozza di disegno di legge circolata in mattinata, il tetto fissato al comma 4 si riferisce a una quota da destinare ogni anno. Nell’ipotesi di legislatura completa, 5 anni, si potrebbe quindi arrivare a poco più di 300 milioni di euro, contro i 160 che spetteranno ai partiti come rimborso elettorale per la consultazione di febbraio.

Occupatevi pure dell’ultima sparata contro Rodotà-tà-tà che mentre voi discettate dell’esegesi del nulla vi stanno infilando una trave dove non batte il sole…

 

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