L’estremismo della ragione

Posted on 01/10/2013

1



Leggendo questo articolo di oggi (1/10) sul Fatto notavo che in Europa l’idea dell’uscita dalla UE si sta facendo strada attraverso le affermazioni di partiti per lo più estremisti e xenofobi. Lasciamo da parte l’Italia, per un attimo e analizziamo il fenomeno negli altri paesi. Dato che l’Euro non è uguale per tutti, è curioso notare che i no-euro (o no-UE, che non è la stessa cosa, ma ai fini del dibattito pubblico lo sembra molto) sono tutte forze di estrema destra e tendenzialmente xenofobe. Ciò non è strano in paesi che dall’Euro ci hanno finora guadagnato e che avrebbero tutto l’interesse a restarci, tipo Austria, Germania, Finlandia, Olanda. Lì, se uno ragionasse un pochino, non ci sarebbero ragioni valide per uscirne, se non dettate da qualche becero nazionalismo di pancia tipo “fuori gli stranieri” etc. E’ meno spiegabile in paesi come la Francia, Grecia o il Portogallo nei quali le argomentazioni di uscita potrebbero essere molto più razionali. In realtà il fenomeno nasce da una tendenza molto chiara, a volerla vedere. L’ESTREMISMO DELLE ELITES.
E’ dei giorni scorsi l’indagine mondiale sul concetto di democrazia, nella quale si individuava un chiarissimo calo dell’indice di democrazia nella UE (). L’Europa è l’area al mondo con il calo più netto del “tasso” di democrazia interna e il paese messo peggio è – ooops – la Germania. Il dato è impressionante, ma non inaspettato, se ci pensate bene. Ci troviamo di fronte a classi dirigenti con legami sempre più labili con il consenso popolare, e labilissimi con un consenso popolare libero e informato. Molti non li ha votati nessuno e spesso, anche quelli votati, lo sono da % sempre più ristrette della popolazione: il grande successo della CDU-CSU è aver preso il 28% dei voti, (cioè il 42% del 70% che ha votato); in pratica, il 72% dei tedeschi maggiorenni NON vota la Merkel eppure la Merkel comanda incontrastata. E non chiediamoci quanto quel 28% sappia o abbia capito di cosa stanno combinando la cancelliera e i suoi ministri , anche se è facile intuire – e forse a loro basta – che lo stiano facendo a spese dell’altro 72% del popolo tedesco.
La verità è che il potere ha ormai trovato il mezzo per chiudere tutte o quasi le strade al dissenso, e non parlo del dissenso organizzato sull’asse ideologico destra-sinistra (che è facilmente inglobato dal sistema), ma sul ben più pregnante asse insider-outsider , cioè la distinzione tra chi è DENTRO i meccanismi del sistema o chi ne è FUORI. L’Euro è la più efficace e pervasiva arma nelle mani del sistema, oggi, quindi chi vuole uscire dall’Euro è un outsider. E l’outsider deve innanzitutto essere marginalizzato, estremizzato. Sono molte le analogie delle vicende di chi è contrario all’Euro con i NOTAV italiani, il meccanismo è lo stesso: prendi un’idea sana, circostanziata, scientifica e razionale e mettila contro un MUST del sistema, cioè un suo requisito essenziale (l’euro) oppure contro una sua decisione fortemente voluta e indiscutibile (la TAV). Se non potranno smentirti razionalmente diventeranno dogmatici e chiuderanno ogni dialogo, in modo anche violento (Fassino: la TAV si fa e basta). A quel punto, 1) se ti incazzi, il violento sei tu (come si vede qui) e 2) se l’idea è buona, farà come l’acqua quando c’è una perdita, troverà comunque la sua strada. Il centro è sigillato? Salterà fuori ai lati. Tutte le forze politiche sono allineate ai diktat di Bruxelles e Francoforte? Ecco che la sana, fisiologica, reazione di rifiuto della società viene canalizzata verso il non-voto (30% dei tedeschi, 25% degli italiani… vedrete che tonnare sull’affluenza alle prossime elezioni europee) oppure verso gli estremisti. E a quel punto, non è che si vada molto per il sottile. Nessuno ascolta le centinaia di conferenze, studi, statistiche, argomentazioni che dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che la TAV è una costosissima minchiata? E allora ecco che qualcuno comincia a sabotare i cantieri, a mettere ordigni, a fermare i lavori con la forza. Chi è il violento? Fate voi. Erano estremisti, i Notav? Inizialmente no. Sono estremisti, gli economisti euroscettici? Assolutamente no. Eppure, nonostante dal punto di vista accademico abbiano largamente vinto, i soli partiti che li seguono sono sono di estrema destra, o quasi.
E in Italia? In Italia c’è Grillo. Sulla TAV c’è, al 100%. L’economia invece non è il suo forte, e ci ha messo un pò a muoversi su quel fronte. Adesso sostiene delle posizioni ancora in parte ambigue: sostiene la necessità di un ritorno alla sovranità monetaria, ma chiede un referendum (e lì ricordo la frase chiave di Sartori “in un regime democratico, il popolo, se non è informato, conta come il due di picche”). Però sul debito pubblico sembra ancora un proto-moralista  tedesco tipo “il debito non ce lo possiamo permettere” oppure “dobbiamo fare come la Germania” sull’asse del concetto  tuttacolpadellacorruzionecasta . Per ora rispetto al Pud€ ha solo tolto dal mantra il statospesapubblicabrutto ma tutto il resto è ancora lì. C’è della strada da fare, ma almeno non ci troviamo di fronte ad Alba Dorata in salsa tricolore. Il M5S è pieno di gente sana, che ragiona, che studia e si documenta; Bagnai ed altri economisti euroscettici hanno parlato già più volte in serate organizzate dagli attivisti del M5S, il che testimonia che la base ha capito. Però chiedete allo spettatore medio del TG1 cosa pensa di Grillo: le chiacchiere stanno a zero, per l’elettore medio Grillo e Alba Dorata o AfD sono la stessa cosa (ammesso che qualcuno sappia chi siano). Bingo, obiettivo raggiunto.
In sintesi. Per quanto sia sostenuta da forze estremiste (per motivi in molti casi deprecabili) l’idea di uscire dall’Euro non è affatto il proclama estremista di pochi facinorosi, ma la più ragionevole delle vie di uscita dal baratro economico in cui l’Europa si è ficcata inseguendo il fogno. Che questo concetto in molti paesi sia in mano solo a degli esaltati proto-fascisti ha una sola spiegazione. E’ il sistema che lo vuolePer screditare una buona idea, in fondo, non c’è niente di meglio che metterla in bocca alle persone sbagliate (Renzi docet).
Chi ha letto Ellroy sa di cosa parlo.
Annunci
Posted in: Uncategorized