L’Oscillococcinum, l’IVA e il Pud€ pensiero

Posted on 16/10/2013

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Giorni fa mi è successa una cosa significativa. Dopo avere comprato tramite un collega che era andato in Francia la scorta di Oscillococcinum da dare ai bambini nel prossimo inverno, ho scoperto, grazie a un altro collega, che tale medicinale omeopatico è totalmente inutile. Ho verificato e già la voce di Wikipedia era inequivocabile: ammesso e non concesso che l’estratto di fegato e cuore di anatra muschiata abbia delle proprietà curative, il procedimento usato per preparare le famose palline (detto metodo korsakoviano) è tale per cui di questo estratto non può restare nulla nel prodotto finito. La Boiron dichiara di eseguire 200 volte la procedura, che già dopo 20 passaggi – è dimostrato in laboratorio – non lascia residui della sostanza originaria. Del resto loro stessi rispondono, a chi chiede se questo estratto possa essere pericoloso, che non lo è affatto perchè in realtà nelle palline non c’è null’altro che zucchero. La conclusione è sconfortante: comprare Oscillococcinum significa acquistare zucchero a 11 mila euro al chilo.

Ora, io non mi ritengo un credulone, anzi, sono uno che naviga, cerca, verifica, confronta. Siamo abbonati ad Altroconsumo, confrontiamo le offerte prima di fare la spesa, produciamo molti cibi in casa, siamo immuni alle mode. Non prendiamo medicinali a vanvera anzi. Come può essere successo che da quasi dieci anni una famiglia come la nostra compri dello zucchero a 11k euro al chilo pensando che prevenga le influenze e i raffreddori? Non può essere solo perchè, per caso o per altri fattori a me ignoti, i miei bambini si ammalavano molto meno degli altri. Ci deve essere dell’altro.

E quell'”altro” ha a che fare con un paio di altre cose mooolto più rilevanti dell’Oscillococcinum. Fattori che sono all’opera quotidianamente per farci accettare cose inaccettabili, o per farci maturare convinzioni errate, come ad esempio che uscire dell’euro sarebbe una catastrofe epocale. Basterebbe qualche semplice verifica a smentire con fatti e numeri certi le profezie di sventura che i sacerdoti del Pud€ diffondono dai media mainstream. Eppure pochi verificano le loro affermazioni, pochissimi vanno a leggere i premi Nobel che parlano del tema, nessuno va a vedere cosa è successo in passato nelle decine di casi reali dove un paese ha lasciato un’unione monetaria. E i sacerdoti prosperano, mentre la nostra classe dirigente ci impone sacrifici inutili in nome di parametri casuali senza alcun valore economico. Perfino Report ha adottato questa tecnica nella puntata di lunedì, divulgando come buone tutte le panzane del Pud€ senza verificare la loro correttezza. Hanno detto che se si esce dall’Euro i risparmi si svaluterebbero del 40-50%, che lo stato fallirebbe, le imprese pure, ma a chi l’hanno chiesto? Con chi hanno parlato? Bastava leggere qui. E sì che verificare sarebbe il loro mestiere, ma forse avevano una marchetta da adempiere con i loro referenti di sistema per poter continuare a parlare della corruzionespesapubblicacastabrutto e hanno scelto l’Euro come tema. Solo che adesso sarà un disastro: i piddini già non verificavano prima, figuriamoci adesso che l’ha detto Report. Spero almeno che ora il disegno sia chiaro anche agli stolti: non ci devono essere euroscettici buoni.

Oppure, tanto per fare un altro esempio, come può essere successo che il tema più dibattuto di settembre, ovvero l’aumento dell’IVA, sia sparito definitivamente dalla scena nel momento esatto in cui accade proprio quello che i media paventavano? Perfino il Fatto riporta in sole tre parole dentro un articolo che la Legge di stabilità conferma l’IVA al 22%. Anzi, non lo dice nemmeno, usa un giro di parole tipo “il Governo si impegnerà a discutere dell’IVA”. Certo, si impegnerà, perchè intanto è già aumentata. Prima sembrava che sarebbe cascato il mondo se non avessero scongiurato l’aumento, poi il giorno della scadenza tutti parlavano della decadenza di Berlusconi e così l’aumento è entrato in vigore alla chetichella e adesso viene sancito definitivamente nei documenti economici del governo. Ma nessuno ne parla. Chi si ricorda dei titoli dei TG che osannavano il premier Letta “al lavoro per non aumentare l’IVA”? PUAH!

E oggi? Alfano che scandisce alla radio “noi vogliamo diminuire la spesa pubblica, perchè se la spesa pubblica diminuisce, diminuisce il debito e se diminuisce il debito si pagano meno tasse” ma che cazzo stai dicendo? E il moltiplicatore, che fine ha fatto? Ignorante, leggi qui. Ma alla fine è come per l’Oscillococcinum, come per l’uscita dall’euro. Chi leggerà mai Bagnai, o Stigliz, o Krugman, o Sapir o…. per dire in faccia, subito, di fronte ai microfoni ad Alfano che è un ignorante? Qualcuno per fortuna sta arrivando nel posto giusto, ma ancora troppo pochi.
Finché i più non verificano, la menzogna resta in piedi. Se ti lasci vivere e non ci pensi troppo, penserai quello che vogliono loro.

Giovanni Sartori apre una delle sue trenta lezioni sulla democrazia dicendo una sacrosanta verità ” se l’opinione pubblica, non è adeguatamente informata, conta come il due di picche”. Appunto.

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