PAROLE SANTE – Il futuro dell’Eurozona

Posted on 14/12/2013

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C’è vita tra gli esperti economici del M5S. Ho trovato questo interessante e apparentemente ben documentato articolo che traccia un’analisi di scenario per le varie aree mondiali. Sui BRICS non è che ci siano grandi prospettive, ma sull’Eurozona e sugli USA il Nardelli (l’autore dell’articolo) mi pare particolarmente centrato. Da leggere per intero.

USA: Loro sono gli importatori netti per antonomasia almeno da un ventennio, in undici mesi hanno accumulato un minus di bil comm pari a 460 miliardi $. Gli Stati Uniti hanno l’enorme responsabilità (oltre all’immane vantaggio) di avere la moneta usata (e imposta) per gli scambi internazionali. L’ennesimo QE che hanno avviato (non so più quando) difficilmente potrà essere interrotto in un periodo di contrazione globale come questo che stiamo attraversando: TROPPI sarebbero i default multipli se accadesse una cosa simile. Pensate se il dollaro dovesse apprezzarsi a livello globale del 20/30% cosa accadrebbe alle monete dei Paesi più esposti con i debiti (statali e non) contratti in valuta pregiata. Ci troveremmo Paesi come l’India o il Sudafrica che non potrebbero più pagare e sarebbero costretti a dare default. Sommosse popolari e rivoluzioni sarebbero la regola in mezzo pianeta. Però in questo modo si sta gonfiando un’altra IMMANE bolla sugli indici azionari mondiali che non tarderà ad esplodere. L’impiego della liquidità in eccesso scaturita dal QE sta creando i presupposti di una crisi peggiore di quella del 1929. Grazie alla finanza altamente speculativa, milioni di americani (ma non solo) si stanno indebitando pesantemente per poter partecipare all’orgia borsistica che alla fine si rivelerà per quel che realmente è: un perfetto schema Ponzi.

Probabilmente, oltre ai molti attori sul mercato che stanno ritirando investimenti dai Paesi emergenti, convertendo valuta “debole” in valuta “forte” (dollaro ed euro in primis), è la stessa FED che, direttamente o indirettamente, sta fortemente acquistando euro per tenere il dollaro in un equilibrio precariamente stabile. Quanti di voi sanno offrirmi una chiave di lettura plausibile all’inspiegabile aumento di valore dell’euro contro tutte le valute? Alla BCE hanno finito quasi tutte le cartucce. L’ultimo taglio dei tassi da parte di Draghi (peraltro, fortemente criticato dalla Germania) ha portato il costo del denaro allo 0.25% e dopo una correzione al ribasso durata pochissimi giorni, l’euro è di nuovo ai massimi. Eppure nessun indicatore macro fa pensare ad una ripresa imminente della euro zona. Alla BCE rimarrebbe solo la carta dei tassi negativi poiché con un euro così forte l’export euro-peo è fortemente penalizzato.

Le tensioni in UE si stanno facendo sempre più forti. In Francia, secondo economia di UE, l’opposizione al governo Hollande si fa sempre più aspra e oramai in tanti parlano di insostenibilità dell’euro. In Spagna, Portogallo e Grecia le manifestazioni anti governative sono all’ordine del giorno. In Italia i tempi sembrano sempre più maturi affinchè ci sia una presa di coscienza popolare e collettiva che possa spingere verso un cambiamento di rotta. La Germania, alla fine, potrebbe prendere per prima la decisione di abbandonare la nave in fiamme. In qualsiasi modo il destino dell’euro e della UE è segnato. Non so quando accadrà, ma so che accadrà.

La mia impressione netta è che siamo vicini ad un cambiamento epocale e radicale. Ho sempre pensato che l’unica via di uscita è il pareggio sostanziale delle bilance commerciali, tornando ad una specie di baratto avanzato tra Stati. Una cosa simile spingerebbe a cercare la crescita all’interno e non esclusivamente tramite l’export. Certamente l’onere di far crescere all’interno i Paesi poveri toccherà alla comunità delle Nazioni avanzate ma in questo modo si fermerebbero le migrazioni bibliche a cui sempre maggiormente assisteremo.

Bisogna costringere il capitale in spazi più ristretti. Bisogna costringere i rentiers a lasciare metà dei loro immani patrimoni a beneficio del resto dell’umanità. Solo se saranno costretti lo faranno.

 

Articolo intero è QUI

L’idea del pareggio delle bilance commerciali non è altro che l’EXTERNAL COMPACT proposto da Bagnai & co … daje prof. Repetita Juvant (forse, sperèm…)

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