Leggere le news – i frames

Posted on 02/04/2014

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I frames sono tra noi e operano indisturbati sulle nostre menti. Come ci racconta Marcello Foa e non solo lui, le notizie non arrivano da sole, ma sono per lo più inquadrate in una cornice, in inglese “frame”, fatta di altre notizie correlate, che pre-determinano in chi legge una sorta di pre-giudizio sul tema. Ogni tema importante ha un suo frame, non casuale, che definisce la “versione ufficiale” di quella notizia. Il frame è ottenuto essenzialmente con metodi quantitativi: per ogni informazione contraria al frame, ce ne sono quattro o cinque concordanti a favore, possibilmente riportate con maggiore evidenza. Ripeti questo trattamento per il tempo necessario (a volte bastano pochi giorni) e avrai un frame operativo per lungo tempo a venire.
Foa sostiene che i giornalisti stessi sono legati ai frames e molte volte cercano le notizie in modo da confermarli. Del resto, aggiungo io, il recente proliferare di canali all news ha ribaltato, in molti casi, il rapporto tra notizia e fonte, tanto che i media, dovendo restare in onda 24 ore su 24, sono  a corto di notizie e spesso sono gli oggetti stessi delle notizie a proporle ai media, che non aspettano altro. Le “veline” oggi costituiscono la gran parte dei palinsesti.  Da lì nasce il ruolo dei così detti “spin doctors” cioè di quegli operatori che letteralmente “nutrono” i media, fornendo loro (direttamente con gli uffici stampa o attraverso agenzie) l’elenco delle cose da dire. E i media, per pigrizia o per malafede, eseguono.

Provo a fare un primo elenco esempi dei principali frames che operano su alcuni dei temi più gettonati del flusso mainstream, per quello che un ascoltatore medio può cogliere, con il grado (perfettibile) di consapevolezza che ho io. Partendo proprio dall’esempio di Foa, cioè l’Ucraina.

  • In Ucraina – dice il frame- c’è stata una spontanea rivolta popolare causata dal dietro front del primo ministro Yanukovich che, disattendendo gli impegni presi con la UE, cercava di riportare Kiev nell’orbita di quel paese antidemocratico e retrogrado che ha immeritatamente ospitato le olimpiadi invernali, anche se era contro i diritti dei gay (questo era il frame delle notizie sulle Olimpiadi). Del resto anche il presidente Yanukovich é, a ben guardare, un dittatore in pectore, perché ha modificato la costituzione e imprigionato la leader dell’opposizione Yulia Timoshenko, che è bionda, carina e solo un mostro può tenerla in galera. In Crimea, infine, c’è stato un referendum, ma non vale e la Russia si sta prendendo con la forza un territorio che non è suo, assecondando le mire imperialiste del suo presidente (ecco la rassegna stampa di un giorno a caso su repubblica.it, oppure Corriere… curioso come, cercando “Ucraina” non escano articoli dall’Ucraina o sull’Ucraina, ma solo testi in cui qualcuno parla dell’Ucraina. I fatti, secondo il mainstream, non interessano a nessuno) ;
  • Noi e l’Europa. L’Italia è un paese inaffidabile, che storicamente non rispetta gli impegni, quindi è normale che adesso tutti ci bacchettino chiedendoci cose che da altri nessuno pretende. Se non fossimo stati in Europa, adesso chissà dove saremmo, quindi dobbiamo ringraziare e fare i compiti a casa, se non vogliamo che quelli migliori di noi vengano qui e ci spengano la PlayStation (non è esattamente quello, il frame, ma il concetto è chiaro). E comunque, il sogno dell’Europa unita vale ogni sacrificio: tutti quelli che eccepiscono sono fascisti o nazionalisti fuori moda, che difendono concetti ormai superati. Non esistono euroscettici buoni.
  • Corollario del frame precedente. La Germania è brava perché ha fatto le riforme e non possiamo prendercela con lei se esporta più di noi. I tedeschi sono più competitivi perché sono meglio di noi e chi dice che hanno barato è il solito italiano piagnone. E poi ci sono imprese italiane che vanno bene lo stesso, perché si rimboccano le maniche e lavorano, quindi tutti dovrebbero fare così;
  • Debito e spesa pubblica. Vedi articolo precedente. All’assunto che la spesa pubblica è improduttiva e quella privata è produttiva, si aggiunge che il debito è colpa nostra e che abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, quindi è giusto che ci siano i licenziamenti, è giusto rinunciare ai vecchi privilegi non più sostenibili, è giusto il regressismo;
  • NCAS, ovvero non c’è altra strada. Questo è una sorta di meta frame, che inquadra ogni decisione politica che presenti qualche lato negativo (praticamente tutte) e mira a non mostrare all’ascoltatore le opzioni alternative che danneggerebbero qualcun altro invece che lui. Allungo a dismisura l’età pensionabile invece che segare le pensioni d’oro? NCAS. taglio le prestazioni sanitarie? NCAS.  Licenzio gli impiegati invece che abbassare gli stipendi dei manager? NCAS. Accetto supinamente il Fiscal  compact, oppure addirittura ne sono orgoglioso? NCAS.
  • Renzi. Il frame su Renzi è talmente evidente che non c’è quasi bisogno di descriverlo. Il nuovo che avanza affronta e sbaraglia i vecchi arnesi che cercano di fermarlo. In Europa tutti sono entusiasti e accolgono con benevolenza il nuovo corso italiano (benevolenza della quale non c’è traccia nei media esteri); un giorno a caso da Repubblica e dal Corriere)
  • Grillo e il m5s. Il m5s è un fenomeno passeggero dovuto alla crisi dei partiti tradizionali, guidato da un leader autoritario che espelle tutti i dissidenti e che, in fondo, non si sa davvero chi ci sia dietro. Votarli è pericoloso e potrebbe portare il paese a una pericolosa deriva totalitaria, perché questi rifiutano alleanze. Col tempo, questo frame è stato poi articolato in sotto-frame, adattati alle circostanze e al momento: uno degli ultimi lo descrive bene ancora Foa in questo articolo;
Per ognuno di questi schemi ci sarebbero solidissimi argomenti contrari, ma difficilmente li vedrete in evidenza, a volte perché non ne parlano proprio, ma altre volte perché sarete voi a leggere selettivamente le news e a scartare quelle che non si conformano all’idea di base.

Tra poco è tempo di elezioni. Gli spin doctors vengono da lì: occhi aperti e sangue freddo, è tempo di frames.

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