Renzi e i ladri dell’Expo

Posted on 18/05/2014

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Dopo lo scoppio dello scandalo Expo roboanti dichiarazioni di Renzie che tuona: “bisogna fermare i ladri, non i lavori”
Bella, stentorea, suona bene.
E invece no. Questa frase è una cagata pazzesca. Caro il mio premier, rispondi a queste tre domande:
  1. Secondo te chi li sta facendo, i lavori?
  2. Secondo te chi li sta facendo, i lavori?
  3. Secondo te chi li sta facendo, i lavori?
Se la risposta è troppo complicata, chiedi ai bambinetti delle elementari che incontri ogni giorno in favore di telecamere. Loro, se gli dai le informazioni, la risposta la trovano subito, come la trovò mio figlio (sette anni, all’epoca) quando gli raccontai che avremmo avuto l’Expo dietro casa, e lui disse “ma perché devono fare un’altra fiera? Ne abbiamo già una” poi ci pensò un attimo e corresse “anzi, ne abbiamo due”.

Si, perché non è solo che sono i ladri che fanno i lavori, é che nella storia dell’Expo i lavori sono nati essenzialmente per i ladri, e quindi se levi di mezzo i ladri sparisce anche il motivo per cui esistono i lavori. Potremmo discutere sull’utilità dell’Expo nel suo insieme (che nell’era di internet è pari a zero) ma un esempio specifico rende meglio l’idea (ne avevo parlato già QUI): nella mia zona è previsto lo scavo di un canale largo circa nove metri destinato (dicono) al deflusso delle acque del laghetto del sito dell’esposizione, che dovrebbe attraversare le principali aree verdi del quartiere. Il canale é lungo parecchi chilometri, ha un impatto devastante su una zona bella, dove le famiglie vanno a giocare da sempre con i bambini e, soprattutto, costa cinquanta milioni di euro. Le acque del laghetto si potrebbero far defluire in altri cinque modi diversi meno invasivi ma pensandoci bene, il laghetto non c’era, prima di fare l’Expo! Riassunto di Expo 4 dummies: creo un problema che non esiste e vendo a caro prezzo la soluzione, ovvero: candido Milano a una cosa che non interessa quasi nessuno, e, quando la ottengo, inguaio mezza città per rispettare l’impegno. Tornando al nostro micro-esempio: che ditta dovrebbe realizzare il canale? Su, su, non è difficile: per un’opera da cinquanta milioni non si scomodano i pezzi piccoli, se ne occupa il principale: inizia per M.
Chiaro il giochetto? Qui per ora un gruppo di abitanti organizzati e combattivi ha inceppato il meccanismo, ma la battaglia non è finita,e quante battaglie bisogna fare tutti i giorni per accorgersi di questi furti e resistere?

E già che ci siamo, caro il mio stentoreo, rispondi anche alla domanda “da dove salta fuori la cifra di 20 milioni di visitatori che viene sbandierata ogni volta che qualcuno timidamente chiede “ma non si potrebbe piantarla lì con ‘sta vaccata?”

Questa volta ti aiuto io: venti milioni è una cifra sbucata dal nulla. Tra le centinaia di pagine del dossier di candidatura, la stima dei visitatori, il dato più importante, prendeva tre pagine e, udite, udite, parlava di 29 milioni di persone (bum). Il metodo di stima era puramente induttivo e si basava su dati generali legati al numero di abitanti, alla distanza dal sito, e al numero di visitatori che già normalmente vengono a Milano. Neanche un accenno alle più recenti esperienze, quelle degli altri expo: per trovare un benchmark bastava una ricerca di venti secondi in Google e usciva questo dossier di Altroconsumo dove le ultime due pagine sono dedicate proprio al confronto con le più recenti edizioni della manifestazione. Le conclusioni le leggete da soli sotto il grafico. Ma loro dicono “le nostre previsioni sono in linea con gli eventi di maggior successo quali Expo 1992 di Siviglia (l’ultimo o quasi pre-internet) e Torino 2006”. Ma Torino 2006 erano le Olimpiadi, non è la stessa cosa, proprio per niente.
Ebbene, lasciamo stare la Cina, che è ancora un posto dove, se decidono, possono far convergere intere regioni a far da pubblico; le ultime tre edizioni europee (dove i visitatori sono andati spontaneamente sul posto) hanno tutte avuto un numero di visitatori moooooolto inferiori ai 29 milioni, che ora sono diventati 20 e magari a consuntivo diventeranno cinque o sei, come a Saragozza. E che succede se i ricavi di una cosa per la quale hai già speso i tuoi soldi sono cinque volte meno del previsto? Paghi tu la differenza, o la facciamo pagare a quella brava donna della Moratti?

Vuoi fare una cosa giusta?
Fatti fare un dossier serio da qualcuno che non c’entra, che so? Quel Luca Beltrami Gadola che ha scritto il dossier di Altroconsumo. Potresti scoprire interessanti modi per fermare i ladri e fare bella figura, magari come hanno fatto quelli di Dignes (Francia) nel 2004, che, fiutata la sóla, hanno disdetto tutto: quel buco nei grafici, che passano dal 2000 al 2008, dice sull’intelligenza dei francesi più di mille discorsi. La candidatura di Milano era contrastata non da altre grandi città, che so, Barcellona, Amburgo, Bordeaux, Manchester, ma da Smirne.

Con tutto il rispetto, già questo dettaglio avrebbe dovuto far riflettere. O no?
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