I FRAMES DEL MESE – settembre

Posted on 28/09/2014

0


L’informazione, o meglio, la disinformazione lavora per FRAMES. Molti di noi l’hanno capito solo di recente grazie a Marcello Foa, ma la scoperta è di quelle decisive. I media, non sempre consapevolmente, costruiscono intorno a un certo tema, che costituisce la notizia di partenza, una cornice (il FRAME, appunto) che poi inquadra tutte le successive notizie che lo riguardano, anche quelle apparentemente non conformi al frame stesso. In questo modo, lo spettatore/lettore è portato a incorniciare a sua volta i fatti secondo quello schema. Una volta che hai capito come funziona, non vedi più il mondo come prima; io ho quasi abbandonato i media mainstream. MI resta qualche finestra, dettata da pure ragioni pratiche, ad esempio, alle sette del mattino, il GR1 della Rai. Alla lunga mi sono fatto l’idea che il GR1 delle sette non sia proprio scandaloso come il TG1, ma ci assomigli abbastanza e quindi sentirlo tutti i giorni mi fa comunque capire di cosa hanno deciso di parlare in quel dato momento e come. Di star dietro ad ogni tema non ho tempo, e quindi mi sono inventato un tentativo di rubrica, MENSILE (ce la posso fare) che riepiloghi i temi più ricorrenti nel mese e il relativo FRAME, come li ho percepiti dal mio limitato, ma costante osservatorio.

Spero che capire il meccanismo serva a voi quanto è servito a me e quindi provo a metterlo più in evidenza in questo modo. Ogni mese un elenco non troppo lungo e vediamo che succede: di ogni argomento riassumo in tre righe il FRAME proposto, una plausibile spiegazione di come si presenta IL MONDO REALE e, più importante di tutto, le possibili CONSEGUENZE che quel frame porterà.

I PRINCIPALI TEMI DEL MESE SONO STATI, SECONDO ME, ESSENZIALMENTE QUATTRO (PIU’ UNO IN CALO)

La riforma della giustizia.
  1. FRAME la giustizia è lenta perché i magistrati, dipendenti pubblici strapagati, non hanno voglia di lavorare e fanno troppe ferie E poi, se sbagliano, nessuno gli fa niente; se vogliamo uscire dalla crisi non possiamo più permetterci una giustizia così, gli imprenditori stranieri non investono da noi perchè la giustizia è lenta, quindi la riforma non è più rinviabile. 
  2. IL MONDO REALE: i magistrati italiani sbrigano più cause di qualunque altro giudice dei paesi avanzati. La giustizia è lenta perché in Italia le leggi sono clamorosamente pro delinquenti e incoraggiano ricorsi, quindi si fanno molte più cause che altrove (esposizione più chiara di Davigo, qui) E infine, se ogni tanto viene fuori qualcosa (furto, ruberie, tangenti) è sempre e solo grazie a qualche magistrato. Dopo di che ci saranno magistrati fannulloni ed altri no, come da tutte le parti, ma i fannulloni non lavorano di meno perchè fanno più ferie degli altri, e continueranno a non fare una mazza anche con meno ferie. La giustizia è lenta, infine, è solo uno dei motivi per cui gli stranieri non investono (ancora) in Italia, ammesso e non concesso che questo sia un obiettivo desiderabile;
  3. CONSEGUENZE: nessuno toccherà i veri problemi della giustizia (prescrizione, nessuna penalizzazione a chi, pur avendo torto, fa ricorso e scarso personale amministrativo) e nella riforma della giustizia si darà un’altra botta all’autonomia dei magistrati, magari introducendo forme di punizione per qualsiasi errore, o limitando le intercettazioni, che non c’entrano niente con i tempi dei processi, ma costano e poi danno tanto fastidio a lorsignori. E i tempi dei processi non caleranno.
L’ISIS
  1. FRAME: nel vicino oriente é improvvisamente apparsa una forza di incredibile crudeltà ed efferatezza che ha in poco tempo conquistato vasti territori. L’ISIS taglia teste e minaccia di essere cento volte più pericolosa di Bin Laden, bisogna mobilitarsi con tutti i mezzi per fermarli. 
  2. IL MONDO REALE: l’Occidente, nelle sue numerose quanto maldestre azioni di guerra per procura, ha da molti decenni creato forze paramilitari che poi gli si sono rivoltate contro. Forse è sfiga, forse è incapacità, forse lo fanno apposta (così le spese militari restano alte). Comunque sia l’ISIS è solo l’ultima delle sue creazioni, nata per ribaltare la Siria di Assad, ed è pericolosa per l’Occidente nella misura in cui l’Occidente vuole che lo sia. Vedi dettagli e fonti qui.
  3. CONSEGUENZE: i soliti stati che fanno guerre per portare la pace potranno aumentare le proprie spese militari, facendo contenti quelli del “complesso militare industriale” (Eisenhower dixit) e lo faranno tagliando ulteriormente la propria spesa sociale. I governi resteranno in carica al grido di “bisogna stare uniti” e tutti quelli che contano saranno contenti.
La riforma del lavoro e l’articolo 18
  1. FRAME: in Italia il mercato del lavoro è troppo rigido. Le imprese non assumono perché poi non potrebbero licenziare. Ci sono troppi lavoratori protetti e i giovani restano disoccupati: non si possono più difendere questi privilegi, non c’è altra strada per uscire dalla crisi e quelli che difendono le regole esistenti sono esponenti del vecchio che resiste al cambiamento. 
  2. MONDO REALE: la crisi è crisi di domanda, quindi licenziare di più potrebbe solo aggravarla perché meno c’è gente che ha uno stipendio e meno è la gente che compra le merci prodotte. Abolire ogni limite ai licenziamenti serve solo a preparare il terreno ai compratori esteri, che acquisteranno per quattro soldi delle aziende con fior di competenze, ma con manodopera debolissima e licenziabile con uno schiocco di dita;
  3. CONSEGUENZE: aumenterà la disoccupazione, mentre l’economia non ripartirà, per il diminuito numero di stipendi in circolazione. Peggiorerà il debito (scenderà il PIL) e verranno tagliate anche le poche indennità e sostegno presenti oggi per i disoccupati. Le imprese sopravvissute, però, saranno più appetibili per i tanto agognati investitori esteri.
Napolitano e la trattativa Stato-Mafia
  1. FRAME: quel brav’uomo del nostro Presidente deve occuparsi, per colpa dei soliti magistrati con manie di protagonismo, di cose trite e ritrite, morte e sepolte, invece che dei problemi veri che interessano gli italiani. Lui, con molta pazienza, alla fine gli ha concesso di parlarne anche se, ha già chiarito, non ha niente da dirgli. Che bisogna fà per campà. 
  2. IL MONDO REALE: Napolitano ha attraversato da protagonista molti degli avvenimenti più rilevanti della nostra storia recente, garantendo sempre, quando si è trovato ad assumere un ruolo istituzionale (ministro o presidente), estremo riserbo sui fatti più scottanti. Il suo riguardo si è spinto fino a fare da sponda a personaggi che cercavano di occultare il proprio ruolo, assecondandone le richieste al punto di invocare la cancellazione di prove (le famose intercettazioni) presso i più alti organi dello Stato. Lui sa, ma non ha alcuna intenzione di farlo sapere in giro.
  3. LE CONSEGUENZE: alla fine, probabilmente, riusciremo in un modo o nell’altro a sapere come sono andate le cose in molti dei misteri italiani, ma intanto sarà troppo tardi per poterci fare qualcosa. La trattativa Stato-Mafia è molto probabile che ci sia stata, così come è molto probabile che le telefonate intercettate con Mancino avessero a che fare con alcuni dei “pagamenti” che lo Stato aveva proposto alla controparte in quella trattativa. Il tempo che perderemo prima che la verità venga a galla servirà ai colpevoli per morire da liberi e ai loro eredi per non perdere il posto da questi ereditato.
 La crisi Ucraina (in calo)
  1. FRAME: esposizione completa, vedi qui. Riassunto: la spontanea rivolta di piazza Maidan ha costretto il presidente autocrate Yanukovich che non voleva più aderire all’UE, a dimettersi e lasciare il posto a Poroshenko, che vuole riportare l’Ucraina verso l’UE e l’Europa. Nel frattempo, bande di delinquenti hanno approfittato del caos e, finanziati e sostenuti dalla Russia di Putin, stanno cercando di staccare la parte est del paese e rimetterla sotto l’influenza di Mosca. Non si fa, Putin, questo non si fa. Le mire imperialiste dell’orso russo vanno fermate sul nascere e gli USA di Obama hanno decretato immediate sanzioni economiche verso la Russia, immediatamente seguiti dai fedeli alleati europei: Ci sono conseguenze economiche per questo, ma è per un buon motivo. 
  2. IL MONDO REALE: l’Ucraina è da molto tempo uno dei tasselli del più generale progetto di espansione ad est della NATO fino ai confini russi, nonchè di allargamento della UE. L’attacco al paese, storicamente diviso in due tra madrelingua russa e ucraini è stato portato con una finta sollevazione di popolo, ben presto sostituita da veri e propri attacchi paramilitari, durante le Olimpiadi di Sochi, quando Putin non poteva reagire. Il nuovo governo, che – nonostante non sia stato eletto da nessuno – è stato subito legittimato da tutte le potenze occidentali, ha approvato in poche settimane tutti i provvedimenti necessari per legare mani e piedi l’Ucraina alla UE. Intanto, il caos monta nell’est del paese, i civili muoiono ogni giorno, un aereo civile è stato abbattuto e non si vede la fine del problema.
  3. CONSEGUENZE: non ne ho la minima idea: da un’Ucraina divisa in due parti in lotta fra di loro, a uno stato unitario federale associato alla UE e alla NATO con Putin che nazionalizza le imprese occidentali in Russia (e voglio vedere se decidono di non comprare più i nostri beni di lusso che fine fanno certe industrie italiane, da Porto Cervo alla Ferrari), fino alla terza guerra mondiale. Anche qui il complesso militare – industriale gongola. 
 Alla prossima puntata (forse).
Annunci