I FRAMES DEL MESE – novembre

Posted on 30/11/2014

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Novembre. Terzo mese di osservazione dei frames, e cominciano a intravedersi delle ricorrenze, cioè fatti diversi accaduti in tempi diversi, che ricadono nello stesso frame. È su questi che i frames diventano più evidenti, perché niente è più rivelatore che vedere due notizie separate e diverse trattate allo stesso modo a distanza di settimane, o mesi. ranzibeanÈ come mettere vicine le foto di due persone diverse e apparentemente lontane, che so? Renzi e mr Bean, e notare delle insospettabili affinità tra le due.

 

Procediamo, quindi, con lo schema a tre fasi: frame, realtà, conseguenze.

Juncker e i burocrati di Bruxelles FRAME: Renzi è irritato dai continui diktat dell’UE e difende la sacrosanta sovranità nazionale dicendone quattro a quelli di Bruxelles, che lo samo tutti che sono dei burocrati lontani dalla realtà, che succhiano i nostri soldi e tutto quello che sanno fare è produrre normative sulle dimensioni standard delle ciliegie. Noi siamo europeisti, ma quando ce vò ce vò è il momento di farsi rispettare. REALTÀ: l’Europa ci sta succhiando soldi e futuro, ma le sparate di Renzi non cambiano una virgola di questo fatto. Anche per Renzi vale il paradosso del Petisso, per cui deve giocare in difesa facendo finta di spingere all’attacco. Lui é stato messo lì anche grazie a quelli di Bruxelles per continuare il lavoro sporco dei suoi predecessori, ed é quello che sta facendo. Punto. E poi nemmeno questi finti attacchi sono efficaci, se poi il giorno successivo, alla piccata risposta di Juncker “non siamo burocrati” (ricordate il personaggio del razzista di Bisio che, dopo averne dette di ogni ai negri diceva “no, io non sono razzista”?) seguono patetiche retromarce, tipo “io? Mai detto che siete dei burocrati “. CONSEGUENZE: sulla nostra crisi. Nessuna. Renzi, a Bruxelles non si è fatto degli amici, ma, guarda caso, dopo tre giorni ecco che i giornali di mezza Europa si accorgono che il Lussemburgo, dopo vent’anni di governo Juncker, è un paradiso fiscale. E lui non ci ha fatto una bella figura, proprio per niente. Di sicuro questo ha fatto capire al burocrate ed ai suoi amici che ” er bomba” non è lì per caso, ma gode di protezioni e agganci da non trascurare.

La caduta del muro  IL FRAME. I sogni diventano realtà, dice la Merkel e quanto è stato bello poter condividere come fratelli il capitalismo, le Mercedes ed i dischi dei Beatles, lontani da quei cattivoni dei comunisti, che controllavano tutto e sparavano a quelli che volevano saltare il muro. Basta muri, tutti fratelli e non se ne parli più. Io l’avevo fatta un po’ più raffinata (vedi il mega frame), pensavo che avrebbero parlato del comunismo e altre fregnacce simili, ma evidentemente non ne avevano bisogno. LA REALTÀ: la Stasi era cattiva, ma proprio cattiva, e su questo non ci piove. Per tutto il resto della storia, leggere Anschluss di Vladimiro Giacché. Per un riassunto, vedi qui. E quando la Merkel cita i sogni che si realizzano, non sai se parla dei sogni dei tedeschi est, trasformati in incubi o di quelli degli industriali e banchieri dell’Ovest, arricchiti dall’unificazione. E infine, tutti fratelli un par de palle (scusate il francesismo): chiedete ai milioni di tedeschi est emigrati che trattamento gli hanno riservato i wessies, o fatevi un giro in una città dei lander ex DDR, che Giacchè racconta essere belli, puliti e colorati, ma vuoti. Che se c’è un paese che della politica “beggar the neighbour” ne ha fatto uno stile di vita è proprio la Germania. LE CONSEGUENZE: Delrio parla a sproposito che dovremmo trattare il sud come la Germania est e non ci si può credere che dica sul serio. La melassa del tutti fratelli e del quanto sono bravi i tedeschi è solo un rafforzativo dei sottoframes autorazzistici nostrani. 

Lo sciopero dei sindacati

FRAME. Sciopero generale venerdì 5 dicembre: ecco un modo per farsi il ponte. Poi i sindacati lo spostano al 12, meglio, ma è pur sempre un venerdì. Qui c’è gente che si balocca a fare giochi di una volta, mentre il paese affonda e il governo lavora per rilanciarlo. Sottoframe del più generale “vecchio contro nuovo” su cui si basa molta dell’efficacia renziana

REALTA’: il governo spinge a manetta per il regressismo più bieco e se c’è una cosa sacrosanta che i sindacati devono fare è opporsi. Forse non servirà a molto, ma il loro mestiere è quello, checchè ne pensino quei cuor di leone della Cisl.

CONSEGUENZE: lo sciopero passerà sotto silenzio e i servizi sulle varie mobilitazioni in giro per l’Italia saranno chiosati dai soliti esponenti renziani che parleranno di “espressioni legittime di dissenso, ma noi stiamo lavorando per rinnovare il paese – vedi metaframe renziano – mica come loro, che giocano”. E così sia, tutti contenti, i sindacati che dimostreranno di essere ancora vivi, e Renzi che continuerà a fare quello che gli pare con la vita delle persone. 

La sentenza Eternit

FRAME: ecco, la solita malagiustizia, la gente muore e i giudici assolvono i potenti. Bisogna a tutti i costi riformare questa macchina ormai fuori controllo, che gli investitori stranieri non vengono in Italia perchè non c’è la certezza del diritto. I giudici sono una piaga nazionale, bisogna intervenire al più presto.

eternitREALTA’: il giudice protagonista che vuole fare il fenomeno e bullarsi con i colleghi “guarda che processi ho ammazzato” si trova sempre, ma guai a fare distinguo: il problema sono i giudici che fanno troppe ferie e, quando non sono in ferie, fanno guai: il frame anti giudici deve andare avanti (vedi frames di settembre). Tutti a parlare dei morti di cancro e di quanto sono cattivi i magistrati, ma i magistrati italiani sono tra i più produttivi d’Europa, il problema è la prescrizione e quella potrebbe essere modificata con un tratto di penna, lo stesso tratto che risolverebbe di colpo metà dei problemi della giustizia italiana. Sì, perchè il principale incentivo ad allungare a dismisura i tempi dei processi lo dà proprio il calcolo assurdo che da noi (e solo da noi) si fa dei termini della prescrizione; se si interrompesse al momento dell’inizio dell’indagine, avremmo un calo immediato del numero dei procedimenti e pure una sensibile riduzione della loro durata. Eh sì, ma se si tocca la prescrizione, come si fa a tirare fuori dai guai gli amicuzzi del partitino ?

CONSEGUENZE: nessuna. A Casale e dintorni continueranno a morire ancora per un bel po’, la prescrizione non la toccherà nessuno e l’unico modo per incastrare con un processo italiano quell’enorme figlio di puttana dello svizzero è fare come sta facendo Guariniello: accusarlo di omicidio, che quel reato non si prescrive.

 

Il papa a Strasburgo

FRAME: il Papa fa un forte monito sull’accoglienza e sull’Europa, il Mediterraneo non deve essere un cimitero, e poi siamo tutti cristiani e dobbiamo fare delle famiglie e poi, insomma, anche l’economia deve darsi una calmata, ma guardate quanti applausi e poi c’era pure Renzi. Un minestrone, insomma. Notare l’impaginazione dell’articolo: su un video che parla dell’attacco sul tema economico (vedi scritta), ci piazzano il tema dei migranti 

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LA REALTA’: il Papa ha toccato sì, molti temi, ma ha dato molto spazio soprattutto al concetto “l’Europa non metta al centro l’economia, ma l’uomo”. Hai detto niente? Nella tana dell’UE, organismo economico-centrico che subordina al pareggio di bilancio OGNI ALTRO OBIETTIVO, è andato a dirgli in faccia che siete in errore.

CONSEGUENZE: nessuna. Il pubblico ha notato appena la cosa e a Strasburgo, due ore dopo che Bergoglio era salito sull’aereo, stavano già lavorando sul prossimo meccanismo di controllo della spesa pubblica.

I disordini in USA.

Qui, più che un FRAME specifico, non ho potuto fare a meno di notare che in tutti i notiziari (radio, TV etc.) di quel giorno, la notizia è stata sempre accompagnata da improvvisi clamorosi aggiornamenti sulla protesta a Hong Kong.

Il piano Juncker

FRAME. L’Europa cambia passo e finalmente mostra la sua faccia migliore. Piani di sviluppo a manetta, soldi a palate e sotto a lavorare che ce n’è per tutti. Visto il burocrate che colpo d’ala? Trecento miliardi, siorre e siorri, dico trecento, mica bruscolini. E’ un piano realistico che apre una fase nuova dell’UE.

REALTA’. Vedi qui per l’esposizione totale del problema. Due sono fatti fondamentali

  1. I miliardi sono 21 e non sono spendibili, ma di garanzia su prestiti delle banche e gli altri verranno dall’effetto leva e dagli strumenti “innovativi” di finanza, cioè dagli stessi due fattori alla base della crisi del 2008;
  2. I 310 miliardi sono totali, cioè vanno divisi per 28, che sono i paesi dell’UE. Poco più di 10 miliardi a testa, appena sufficienti a chiudere il buco di capitale delle banche bocciate agli stress test.

La chicca? I singoli paesi possono contribuire su base volontaria con maggiori contributi, ma non potranno stabilire a chi andranno; cioè l’Italia potrebbe anche versare dei soldi in più per aumentare l’auspicato effetto leva sugli investimenti totali, ma gli investimenti in più potrebbero tranquillamente andare alla Romania, o alla Polonia.

CONSEGUENZE: Cinque minuti di notorietà e poco altro. Illuminante la dichiarazione dello stesso Juncker “Si vedrà quali saranno i flussi che torneranno ai singoli Paesi, ma occorre ragionare in termini complessivi, in termini di “solidarietà. Se abbiamo più crescita in Spagna sarà bene per la Francia, se c’è più crescita in Francia andrà bene per l’Italia e la maggiore crescita nei paesi del Sud sarà a favore della Germania”. Che, tradotto in parole semplici, significa: “probabilmente non servirà a una mazza, ma se dovesse mai servire a qualcosa, alla fin fine servirà alla Germania”.

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