I FRAMES DEL MESE – dicembre

Posted on 30/12/2014

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Bene, l’anno volge al termine e, nel torpore di feste più lunghe del solito, ci stanno infilando dei bei paduli, da più parti, sia dall’interno che dall’estero. In questo mese sono in atto tendenze più sotterranee dei mesi scorsi, i frames si fanno più sottili e meno immediatamente percepibili. E per questo sono più insidiosi.
La non immediata percepibilità del pericolo mi pare sia uno dei tratti caratteristici delle nuove forme di dominio che si stanno affermando. Non più costrizioni evidenti, basta atti di forza scoperti, ma una lunga, lunghissima serie di vincoli indiretti, esterni, trasversali, che presi uno per uno non sembrano immediatamente illogici, ma che tutti insieme portano al disastro. Non subito, però, e non con evidenza, questo è il loro modus operandi.
Come ai cittadini della Germania Est non fu subito evidente che accettare il cambio 1 a 1 col Marco ovest li avrebbe portati alla rovina, così i frames di dicembre non sembrano poi illogici, a prima vista, ma nascondono grossi pericoli per ciò che resta delle democrazie pluriclasse costituzionali (come le chiama Orizzonte48). E i giornalisti, veri agenti patogeni del virus, come sostiene Foa, spesso non sono nemmeno consci di esserlo, perchè loro pure, agiscono all’interno di meccanismi di cui non comprendono che in minima parte il funzionamento. Per usare una metafora tornata in auge grazie a Diego Fusaro,  sono come gli occupanti della mitica caverna di Platone, che vedevano ombre ed erano convinti che quella fosse la realtà.
Vediamo cosa ci ha riservato Dicembre. Lo schema è il consueto: enunciazione del FRAME, descrizione della realtà e, infine, ipotesi sulle CONSEGUENZE del FRAME.
LA CRONACA NERA
IL FRAME. Nessun frame specifico, ma finalmente un po’ di delitti e budella per riempire i TIGGI’ che il TG1 si era ridotto ad aprire il notiziario delle 13 con gli echi dell’intervista del premier a “Repubblica”, che va bene tutto, ma anche il lecchinaggio ha un limite. Il mese si apre con una bella (si fa per dire) compilation di cronaca nera. Un bambino ammazzato e buttato in un fosso, un marito che secca la moglie e se ne vanta su facebook. E dopo poco, pure la sentenza per il delitto di Garlasco. E la chiusura è col botto, non metaforico ahimè: due incidenti marittimi di cui uno con soccorsi prolungati e difficili, un aereo scomparso e perfino un altro omicidio misterioso di una italiana in Brasile. La chicca: dice l’inviato del giornale radio Rai che in Brasile sono giunti due inviati del consolato italiano per seguire le indagini sul posto “un segnale forte” (sottinteso, non come con due Maró, di quando al governo c’era Monti). Il frame è che il mondo è cattivo e in giro c’è tanta brutta gggente, meglio stare in casa e guardare la TV.
fra-dic250px-LuigiPirandello2LA REALTA’. I delitti sono sempre accaduti e la letteratura più efferata, come vaticinava già Pirandello, non potrà mai eguagliare la realtà. I casi di nera hanno sempre avuto il loro fascino e saranno sempre componenti essenziali di qualunque notiziario, almeno fino a che non si smetterà di commettere delitti (impossibile?). Ma da noi si esagera, e non per caso. E perfino sulla nera agiscono gli spin: qualcuno ha raccontato che i soccorsi alla nave li stavano facendo solo mezzi italiani perché quelli greci non si muovevano per “mancanza fondi”, mentre la scomparsa dell’aereo è comunque l’ultima delle notizie di nera, non sia mai che hanno tirato giù pure questo e bisogna spiegare perché.
CONSEGUENZE. Quando potrebbero esserci pericolose fughe in avanti e riflessioni su temi seri della maggioranza della popolazione (vedi ad esempio, le percentuali ridicole di votanti alle regionali, oppure il terremoto che sta accadendo in Grecia alla sola idea che ci siano delle elezioni e che le possa vincere uno che anche solo parzialmente mette in dubbio qualcuno dei dogmi della Troika) parte il Ministero della Paura.

LA CORRUZIONE

fradic310x0_1417687862277_Mafia_Capitale_Carminati_non_risponde___panzironi_respinge_accuseIL FRAME: un classico, che col governo de Er Bomba, sta diventando un refrain, del resto siamo i primi in Europa per corruzione, peggio perfino di Bulgaria e Grecia e, infatti, puntuale come l’alopecia, scoppia l’inchiesta MAFIA CAPITALE. E’ tutto un magna magna, si è sempre saputo, ma così è troppo. Perfino sui profughi c’era la mafia che decideva, ed ecco perchè ci abbiamo quel popò di debito pubblico che blocca tutto e non ci fa stare al passo con i paesi più evoluti. E’ uno schifo, dice il premier, che lui, con la corruzione, non ci ha mai avuto niente a che fare. Non si può andare avanti così, bisogna fare qualcosa. E poi non si può mettere Carminati nello stesso carcere di Totò Riina. Del resto, lo dicono pure all’estero. Leggete questo passo di un articolo del Guardian segnalato dal meritorio Vocidallestero “molti dei papaveri a Bruxelles ritengono che per quante storie si facciano, il paese (la Grecia ndr) sia ricco e abbia solo bisogno di un po’ di redistribuzione al suo interno per risolvere gran parte della sua povertà. Gli incalliti eurocrati pensano che la Grecia, come altri paesi in difficoltà quali Italia e Spagna, possano risolvere molta della loro povertà con un giro di vite sulla corruzione palese e sulla fiorente economia sommersa.”
LA REALTA’: ha detto tutto Bagnai. Poco da aggiungere, se non che le cifre coinvolte nella corruzione, pure sommate con i costi della politica e dei comuni, e delle regioni, e della Camera e del Senato e di tutte queste cose messe insieme (i costi TOTALI, non solo quelli che sono dovuti alla corruzione) sono niente se confrontate con i soldi che ci spilla l’Europa.
LE CONSEGUENZE: quando tutti saranno veramente e definitivamente convinti che la corruzione, e quindi la spesa pubblica, della quale la corruzione si ciba, è la causa dei nostri mali, allora saremo pronti per il passo finale del regressismo: abolire la spesa pubblica e trasformarla in privata. Abolire le pensioni e lasciare solo i FONDI PENSIONE, abolire la sanità pubblica e lasciare le cliniche private. E’ il prossimo terreno di caccia del capitalismo parassitario di cui profeticamente parla Zigmunt Bauman: la spesa pubblica, che poi, a pensarci bene, è un bel 50% del PIL… E qualcuno più avanti degli altri ha già trovato le chiavi di lettura giuste pure per mafia capitale: avere malavitosi più docili e -udite udite – smantellare il mondo delle coop sociali. Tutte, non solo quella di Buzzi.
IL VACCINO CHE UCCIDEfradicbruno_vespa_vaccino_antinfluenzale_645

IL FRAME: i vaccini sono tutti buoni per definizione e la dozzina di morti sospette (ma sospette per chi?) sono sicuramente frutto del caso. E’ talmente vero che subito si trovano eroici giornalisti pronti a farsi vaccinare in diretta, e proprio con quel lotto di vaccini.

LA REALTA’. Vedi Ebola nei frames di Ottobre. Lampante esempio dei due riflessi pavloviani tipici dei giornalisti italiani: andare con la corrente ed evitare a tutti i costi i “buchi”. I vecchietti forse sono morti perché dovevano morire, forse li ha uccisi il vaccino, non si sa. Nel dubbio Vespa si fa vaccinare in diretta (ma era vaccino?) e Mentana dice “sono certamente sicuri in attesa di indagini”. Che viene da chiedersi “perchè hai dato una notizia del genere se eri così sicuro che non fosse vera?”. La risposta è nelle conseguenze.
LE CONSEGUENZE. Apparentemente nessuna, ma forse, come suggerisce un commento dell’articolo già linkato sopra, qualcuno voleva mandare un messaggio alla Novartis e dirgli che era il caso di essere più generosa con lui, perchè altrimenti ci metteva un attimo ad azzerare una delle voci più redditizie del loro conto economico italiano. Domanda facile facile: chi può far fare una cosa così oggi? Chi è il personaggio più influente sui media italiani?
IL METAFRAME RENZIANO – I DECRETI DEL JOBS ACT E LA LEGGE MILLEPROROGHE
IL FRAME: Quello solito, già visto a ottobre e pure a novembre: il nuovo avanza e chi si oppone è vecchio a prescindere. Chi si oppone è il freno che impedisce a questo paese di modernizzarsi. Le manovre sono espansive a prescindere, dice uno spot dei deputati PD. La parola d’ordine è ritmo.
LA REALTA’. Il jobs act ha interi passi copiati da documenti di Confindustria che infatti plaude alla manovra e, come d’incanto, scopre che il futuro è roseo e tutto andrà bene. Chi fa due conti, invece, scopre che addirittura assumere per poi licenziare potrebbe diventare il giochetto del 2015 visto che ci si guadagna. E più licenzi, più ci guadagni. altro che tutele crescenti. La legge di Stabilità, invece, è stata votata in piena notte dal Senato, su un testo pieno di errori e inesattezze, tanto che i senatori, di fatto, stavano approvando un’idea di testo, non il testo vero. Renzi ha detto che è stata una “lezione di politica“, certo, se la politica significa approvare qualsiasi cosa, basta volerlo, allora quella è stata una lezione di politica. Pensavo fosse qualcos’altro.
LE CONSEGUENZE. Tremende. Il Jobs Act potrebbe causare nel 2015 un boom di perdite dei posti di lavoro, proprio di quei lavoratori che prima non l’avrebbero potuto perdere facilmente e senza che questo consenta la creazioni di nuovi impieghi, ma solo degli arbitraggi di lavoro, cioè delle sostituzioni di posti garantiti e retribuiti in un certo modo, con uguali mansioni meno garantite, e quindi meno retribuite. L’ennesimo passo avanti verso il baratro, e Renzi lo sa perfettamente. Del resto, il ritmo ci sarà, e sarà uno smantellamento alla settimana, per ogni settimana del prossimo anno: 52 volte regressismo.
LE DIMISSIONI DI NAPOLITANO
Più che un FRAME, un tormentone.fradicnapolitano-saluta-675
IL FRAME: il nostro caro presidente, così saggio e così lungimirante, è stanco. Si farà da parte, come aveva annunciato fin dal momento della sua elezione, ma solo dopo la fine del sacro semestre italiano di presidenza UE e la messa in sicurezza delle istituzioni con l’approvazione della Legge di Stabilità e l’uscita dei decreti attuativi del Jobs Act. Il prossimo presidente verrà da un accordo tra tutte le forze politiche che hanno a cuore le sorti del Paese, benedetto da maggioranza e opposizione, come si fa nelle grandi democrazie. Amen.
LA REALTA’: La presenza del vecchio inciuciatore è stata fondamentale per tenere in piedi il sistema fin qui. Lui ha fatto esattamente quello che i nostri veri padroni (esterni al paese) volevano, ma è vecchio e tocca cercarne un altro. Che dovrà essere esattamente come lui.
LE CONSEGUENZE: al Nazareno se ne era parlato e di sicuro il PD dovrà tenere conto anche di B, ma il vero problema sarà trovare un personaggio il più prono possibile ai voleri di UE-Troika-USA, ma che non dia l’impressione di esserlo. Un Napolitano-ter, insomma. Se vi sembra poco, come conseguenze…
POSTILLA: pubblico l’articolo prima del messaggio di fine anno, perchè non ho nessuna intenzione di occuparmi di questo stracco rito. esercizio di retorica e inutile rassegna dei buoni propositi, di cui si potrebbe fin d’ora commentare il testo che sarà qualcosa tipo “me ne vado, ma il percorso è bene avviato, dobbiamo continuare sulla strada della stabilità e delle riforme, fuggire i populismi e i protagonismi e lavorare nell’interesse del Paese e un futuro radioso ci aspetta… stateve ‘bbuone” etc etc
I DUE MARO’
Anche questo, più che un FRAME, un tormentone.
IL FRAME: due eroici soldati italiani nello svolgimento del proprio dovere, si trovano coinvolti in una sparatoria. Le cattive autorità indiane li prendono di mira per evidenti ragioni politiche interne e ne fanno un capro espiatorio. La diplomazia è al lavoro per riportarli a casa e ci sono stati evidenti cambiamenti: abbiamo perfino un canale preferenziale con l’India.
LA REALTA’: mah? Ci fosse mai un articolo che sia uno che ricostruisca cosa cazzo è successo in quella maledetta giornata su quella cazzo di nave al largo delle coste indiane. L’ultimo tentativo, che non mi sembra campato per aria, è questo apparso sul sito dei Wu-Ming quasi due anni fa. E non mi sembra deponga a favore dei due.
LE CONSEGUENZE: per i due marò non ho idea di come andrà a finire: il quadro è troppo complesso e pieno di variabili fuori controllo (i media, la legislazione indiana, la corte suprema etc.). Per chi legge, la conseguenza è non pensare ai problemi più seri che ci affliggono, come per il primo frame sulla cronaca nera. E questo è esattamente ciò che vogliono: noi ragioniamo sui marò e sugli omicidi inspiegati e intanto ci tranvano il futuro per decreto.
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