Grecia: il lato oscuro del bank run

Posted on 29/06/2015

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In tutto il florilegio di voci terroristiche sul precipitare della situazione in Grecia (comprese foto di code di ateniesi in cappotto), forse e il caso di dire due parole sul bank run. Che non è fatto solo da poveretti spiazzati da quei cattivoni del governo.

Premesso che il vero bank run, quello dei ricchi evasori, c’è già stato da un po’,

IMG_20150629_201950ed è stato di proporzioni molto più ampie di questo, e si è svolto indisturbato sotto l’egida di Samaras, parliamo di quello che sta succedendo ora.

Innanzitutto chiariamo una cosa: chi fa la coda in banca è perché sul conto ha ancora qualcosa da ritirare. Decidere se ritirare o no dei soldi è certo un problema serio, ma non paragonabile a quello di chi ha il conto a zero o, peggio ancora, in rosso. Fare classifiche tra poveri non è bello, ma tra le due categorie sociali, il problema più urgente è di quelli che non sono in fila e quello, ormai lo sanno anche i morti, si risolve uscendo subito da questo enorme casino chiamato euro. Che si debba stare nell’euro solo per evitare il bank run mi sembra un caso classico di welfare dei ricchi (o più precisamente dei meno poveri). La miopia dei commenti mainstream su questo punto è talmente clamorosa da essere sospetta.

In secondo luogo stabiliamo un ulteriore punto fermo: se hai un conto in banca, dei soldi da ritirare e ti metti in fila davanti a un ATM, sicuramente hai una carta bancomat e forse perfino una carta di credito. Bene, le notizie parlano di limite ai prelievi di contanti, ma non è stato messo nessun limite ai pagamenti domestici con moneta elettronica. In altre parole: se hai una carta bancomat e dei soldi sul conto, puoi continuare tranquillamente a fare la spesa al supermercato, a comprarti scarpe o vestiti al centro commerciale etc Io ho una famiglia di quattro persone e credo che la mia media giornaliera di spese cash sia molto inferiore a 60 euro.

Quindi, se possono tranquillamente procurarsi i beni di prima necessità perché fanno la fila?

Un primo motivo serio potrebbe essere che non si fidano più della propria banca, che peraltro stanno prosciugando. Questo però era vero anche una settimana fa, due settimane fa, un mese fa, due mesi fa. Le banche greche oggi hanno un problema di LIQUIDITÀ (troppi prelievi rispetto ai soldi disponibili in cassa) che ha orizzonte temporale di pochi giorni, mentre l’altro è un problema di SOLVIBILITÀ (i saldi dei conti sono fasulli, perché la banca li ha prestati e, quei soldi non tornano più indietro) che trova la sua manifestazione nell’arco di mesi. Se il tuo problema era il fallimento della tua banca, credo che potevi accorgertene prima.
Tuttavia non credo sia questo il punto. Le banche greche hanno problemi di solidità che datano molto prima di ieri, e i correntisti con saldi sotto certe cifre hanno ancora qualche garanzia (il bail in scatta sopra i 100k euro).

C’è il panico, certo. Se voglio convincere i greci a votare si, devo mandarli in panico, azzerare la loro residua razionalità, fargli fare cose inutili o perfino dannose a se stessi, e le code ai bancomat sono il bazooka del mainstream. Ma non può essere tutto. Anche perché pure oggi la piazza è piena di gente che voterà no: tutti pazzi?

E poi se sei un pensionato che non ha un conto corrente, il governo ha detto che PUOI ritirare tutta la tua pensione in banca, come al solito. E la fila la fai allo sportello, non al bancomat.

Per scoprire il lato oscuro, quindi, bisogna fare un piccolo ragionamento: se hai cinquemila euro di saldo sul tuo conto corrente e lunedì la Grecia esce dall’euro, il giorno dopo ti troverai con cinquemila nuove dracme. Se invece quei cinquemila euro li hai ritirati e mesi sotto al materasso, essi restano cinquemila euro anche il giorno dopo l’inizio della nuova dracma, e anche il giorno dopo ancora etcetc. Ci sono grandi probabilità che, dopo un opportuno periodo di attesa, essi non valgano più cinquemila dracme, ma seimila, seimila cinquecento, forse perfino settemila. Ed è allora che potrai farli tornare sereni sul tuo conto corrente, intascando la differenza che, di questi tempi, fa proprio comodo.

E se non c’è la Grexit? Vuol dire che ti sarai fatto una coda per niente e tornerai senza code a rimettere i tuoi cinquemila euro sul tuo conto. Tanto i conti correnti sono a interessi zero, ormai.

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